Il Fondo

Ippocrate in soffitta

Di Giusto di Gand - http://www.culturaitalia.it/opencms/it/regioni/viewItem.jsp?language=it&id=oai%3Aculturaitalia.it%3Amuseiditalia-work_23310, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38298034

I medici che operano nei Pronto Soccorso, vista soprattutto l’esperienza che hanno maturato nel tempo, possono ambire a ricoprire altri ruoli nella sanità privata con due motivazioni incontestabili: uno stipendio adeguato ed un orario di lavoro che permetta loro di programmare le ferie ed una pizza con gli amici. L’esasperazione raggiunta soprattutto nel periodo Covid che li ha visti massacrare sotto il profilo emotivo, oltre ad una mole di lavoro da scaricatori di porto fine Ottocento, giustifica ampiamente che abbiano riposto in soffitta l’immagine di Ippocrate! Queste lamentele spesso riportate dalla Rete scoraggiano i giovani medici a frequentare le prestigiose Scuole di Specializzazione d’Emergenza Urgenza che abbiamo nelle nostre università che hanno meno richieste di iscrizione rispetto agli anni precedenti. Da qui deduco la difficoltà di trovare personale specializzato in grado di operare nei Pronto Soccorso. Questa mia osservazione non vuole essere una giustificazione, tutt’altro, semmai una preoccupazione legata al fatto che la pressione politica e sociale imposta alle Aziende Sanitarie Locali non le inducano a demandare a soggetti terzi la gestione dei Pronto Soccorso: vedi i recenti ‘bandi’ di appalto per trovare sanitari adeguati da parte di molte di loro. La domanda sorge spontanea, chiosava Antonio Lubrano, ma alla luce delle considerazioni fatte all’inizio qualcuno ci spieghi perché un medico d’emergenza urgenza dovrebbe prendere servizio in questi Reparti! I casi possono essere due: il primo che venga pagato di più, ma allora ci chiediamo quale sia il motivo per non assumerlo direttamente, il secondo che provenga da un Paese senza una puntuale preparazione in emergenza urgenza secondo i nostri protocolli. Si pensi, piuttosto, ad un futuro diverso, più moderno ed efficace come, ad esempio, raddoppiare il numero delle automediche e aumentare i compensi agli operatori sanitari. Per quanto riguarda, invece, le cose che fanno andare i cittadini su tutte le furie, sarebbe sufficiente dotarci di economici punti di Primo Intervento diurni dove poter far fronte alle piccole emergenze come suturare una ferita, ecc.. La serie di considerazioni vogliono essere ulteriori riflessioni sulla sicurezza di aprire un Pronto Soccorso part time senza la certezza di avere medici ‘certificati’. Ora capite la confusione in cui operano i pochi medici di emergenza urgenza rimasti e le ragioni che li spingono ad indossare gli stivali delle sette leghe e fuggire il più lontano possibile dalla sanità pubblica!
In conclusione penso che per uscire da questo empasse ognuno di noi dovrebbe tornare ad assumersi le proprie responsabilità.