Il Fondo

I limiti della Guarda Medica

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Lasciatemi dire, la sanità è oggettivamente in affanno e molti nodi stanno venendo al pettine; dobbiamo assolutamente e radicalmente modificare l’approccio di cura per essere in linea con i tempi che viviamo. In quarant’anni è cambiato il mondo, a partire dalla caduta del muro di Berlino e dall’avvento di Internet che hanno lasciato il loro segno indelebile al compimento dell’ottavo lustro ricordandoci che forse era arrivato il momento di modificare il sistema. La pandemia, infatti, ha caratterizzato l’evoluzione della ricerca e messo in luce i limiti della cura. voglio dire che la diagnosi è sempre più affidata alla tecnologia ma, ahinoi, con una classe medica che fatica a stare al passo; anzi, in molti casi appare talmente superata da fa pensare che se oggi avessimo la preparazione dei camici bianchi del Novecento vivremmo tutti molto di più e certamente meglio. Il limite oggi è l’ ‘uomo medico’, non certamente i farmaci e la diagnostica che spesso vengono vanificati da professionisti presuntuosi e pasticcioni. Basti pensare alla cultura generica di un medico di oggi rispetto a quella di un medico di ieri! Un esempio per tutti senza voler essere irrispettosi della categoria è rappresentato dalla Guardia Medica. Una Guardia Medica che non ha solo fallito la sua missione sin dall’inizio, ma con la pandemia ha messo ancor più in risalto i suoi limiti esasperando i pazienti che durante il periodo Covid sempre di più si sono rivolti ai Pronto Soccorso mettendo in crisi il sistema. Possibile che le responsabilità siano tutte sue? no, non lo sono, solo che nell’immaginario collettivo ormai viene identificata come difficilmente raggiungibile; oltretutto sono in molti a pensare che l’importo della spesa del servizio potrebbe essere investito in maniera diversa, efficiente, e naturalmente più moderna. D’altronde proviamo a dare un profilo spannometrico di coloro che scelgono, o sono costretti, a ricoprire quel ruolo: sanitari scarsamente preparati ed incavolati con il mondo che pretendono di curare persone che non conoscono per telefono, aggiungo, con la superficialità di somministrare palliativi o aumentare le dosi di farmaci che già prendono in caso di crisi per lo più raccontate al cellulare senza verifiche oggettive. Per esempio: scoprono che un soggetto sta male perché qualche familiare ha detto che è diabetico, allora chiedono se ha mangiato troppo ed ecco che aumentano la dose di insulina senza alcun accertamento…spesso causando gravi conseguenze! Non voglio provocare la categoria che certamente sarà composta da tanti bravi medici, ma la domanda sorge spontanea: perché allora non visitano i pazienti…o che almeno rispondano al telefono senza dare l’impressione di essere infastiditi!