Mercoledì 14 settembre 2022 il prof. Galli della Loggia ha scritto sul Corriere della Sera un editoriale sostenendo “il diritto di cambiare idea”. Diritto sacrosanto per tutti gli umani: ma quando la proclamazione giornalistica di questo diritto coincide con il “cambio” di gruppo parlamentare che ha coinvolto più di 300 tra deputati e senatori, cioè almeno un terzo di parlamentari nel corso della corrente legislatura, non c’entra principalmente quel diritto ma qualcosa di più torbido, legato ad un massiccio riposizionamento per interessi particolari più che per opzioni “ideali”. Nel corso della biasimata Prima repubblica i cambi di gruppo parlamentare si possono contare sulle dita delle mani: eppure anche allora c’era, eccome, libertà di pensiero. Quindi ci dev’essere ora qualcosa di triviale in questi cambi di casacca e dispiace tantissimo che il prof. Galli della Loggia offra indirettamente un assistenza a queste operazioni ammantate dall’aura di un “diritto”.
Nicola Zoller