Da molto, troppo tempo si parla del rincaro del pane come fosse routine; a nulla sono valsi gli appelli delle panetterie preoccupate da mesi che dichiarano di non riuscire a far quadrare i conti. Ma l’estate ha lasciato il passo all’autunno e le paure per i fornai si accentuano sempre di più. Risultato, diminuisce il lavoro, aumentano i costi energetici ed il pane comune costa sempre di più mettendo in difficoltà le famiglie italiane. Ho visto personalmente le fatture triplicate ed in alcuni casi anche quadruplicate…vi assicuro che la realtà è diversa da quanto si vede in televisione. I panettieri sono particolarmente nervosi ed alcuni di loro stanno pensando di chiudere e licenziare i dipendenti. D’altronde bisogna scegliere se pagare le bollette o gli stipendi…io francamente pagherei gli stipendi! Una decisione difficile che non può essere singola perché al poveretto verrebbero chiusi i contatori. Mi chiedo se le aziende, come l’Enel per esempio, sospenderebbero davvero le forniture ai forni se tutti insieme, anche a livello locale, non pagassero la ‘corrente’ e contestualmente chiedessero con convinzione di essere esentati dal farlo fino alla prossima primavera! Certo, dovrebbero provarci con l’aiuto di associazioni e amministratori coraggiosi che intercedano con i ‘fornitori di energia’ di far credito a queste piccole attività così indispensabili alle tavole degli ultimi almeno per un anno, e fra un anno rateizzare l’importo cumulato nei successivi 48 mesi. Si può fare? Non lo so, però potrebbero scendere in piazza tutti insieme: fornai, associazioni ed amministratori capaci di difendere i più fragili…costi quel che costi!
La protesta del pane comune