Non nego che il mondo sia sempre stato così come l’Italia in queste ultime ore, ma questa volta pensavo che almeno la ‘furbizia’ prevalesse sull’interesse di parte. Mi riferisco al prossimo governo che avrebbe dovuto impartire una lezione ai tanti che lo hanno preceduto soprattutto per quanto riguarda l’amore per il Paese. Invece, al primo esordio istituzionale i bei principi con cui si riempiva la bocca sono stati sacrificati ad una poltrona, una poltrona qualsiasi purché poltrona destinata ad una fedelissima di un uomo che per l’ennesima volta mette a rischio il buon nome dello Stato per una donna. La storia è ricca di questi episodi, è vero, però in tale occasione avrei scommesso che le parole si sarebbero concretizzate esattamente come promesso. Per fedeltà di Patria, ma dai non scherziamo…solo per pura e semplice convenienza perché non è mai successo che un esecutivo in erba perdesse l’occasione di rispettare alla lettera le frasi spese durante la campagna elettorale. Accidenti, i presupposti c’erano tutti per riuscire nell’impresa. Pensate, la prima donna Premier nel mondo dei gattopardi: fosse solo per questo che i vincitori avrebbero fatto bella figura! Oltretutto la storia ci insegna che guidare una Nazione in difficoltà, almeno in prospettiva, con un paio di accorgimenti di alta diplomazia internazionale poteva solo migliorare. Macché, nulla, nulla di tutto ciò, si è passati agli insulti dimostrando di fregarsene degli aumenti indiscriminati dei prezzi dei beni di prima necessità, dei costi energetici e di un popolo che orami indossati gli stivali delle sette leghe sempre di più si avvicina ad un burrone sociale d’altri tempi. A questo punto credo che i vincitori stessi si siano declassati a compagine di Brancaleone da Norcia e, quindi, partiranno con i loro scudieri per conquistare lo maniero diroccato…il nostro, perché fra qualche mese voleranno ancora stracci!
Fra qualche mese voleranno ancora stracci