Tra una riunione ed un coffee break si discute animatamente il destino di bambini, donne e uomini se sia giusto o meno farli sbarcare in quanto le navi battono bandiere diverse dalla nostra. Infatti, sono molti coloro i quali sostengono in maniera semplicistica che se la nave è Norvegese, per esempio, è corretto che approdi in quel paese…manco quei passeggeri fossero in crociera. Ora questo stucchevole problema si perpetua da tempi immemorabili ed anche allora, in mancanza di accordi internazionali, parlando lingue diverse ed incomprensibili tra loro, un naufrago si salvava e basta, non si ‘sfogliavano’ i regolamenti mentre il poveretto affogava, ma lo si portava a bordo e rifocillava. Francamente trovo poco interessante ascoltare tutti quei confronti in cui si alza la voce per affermare le rispettive ragioni; sono più attento a cercare di capire chi offrirà un porto sicuro perché quei minori possano trovare una speranza di vita. Qui nessuno è più furbo dell’altro, tantomeno, ne sono certo, si cerca di scaricare le responsabilità di mancata assistenza da parte del’Italia e di Malta, solo perché oggettivamente sono i paesi più prossimi per offrire conforto ai poveretti; qualcuno mi spieghi come sia possibile affrontare il viaggio e circumnavigare il continente per arrivare sani e salvi nei mari del nord! L’Europa, semmai, se un domani vorrà davvero dare un contributo per risolvere parte del problema dell’immigrazione clandestina dovrebbe ricorrere alla persuasione alzando il tono della voce iniziando dalla Libia per obbligare quel paese a trovare rifugi confortevoli e civili ai migranti prima di essere identificati e successivamente indirizzati in luoghi disposti ad accoglierli ordinatamente senza che nessuno di questi rischi la vita in mare. Per farla breve l’ONU dovrebbe assumersi la responsabilità di una azione di giustizia che sia da monito a quei paesi che da questa tragedia ne traggono vantaggio; se le Nazioni Unite hanno perso parte degli scopi per cui sono nate che allora intervenga la NATO con tutta la forza di cui dispone, in modo da piegare una volta per tutte quei trafficanti di uomini che operano sfacciatamente a cielo aperto sfidando il Vecchio Continente. Su questa partita si gioca il suo futuro dell’Europa e quello dei cittadini che la abitano.
Intanto sbarchiamo i migranti