Ora che la maggior parte della popolazione mondiale per la vaccinazione o una precedente infezione ha un buon livello di immunità, il Covid e la sua variante Omicron che ci hanno tenuto sotto scacco nell’ultimo anno si possono considerare alla canna del gas: parola dell’OMS. Per dirla tutta la fase di emergenza della pandemia è molto vicina a tirare le cuoia. Certo il suo Direttore Generale non ha usato questi termini, anche se la sostanza rimane; a fare il punto è stato proprio Tedros Adhanom Ghebreyesus durante un suo recente briefing con i media. Ghebreyesus ricorda in particolare un anno di attività di Omicron definita la versione più longeva fra i mutanti di Sars-CoV-2. Lasciatemi tradurre ancora a modo mio il pensiero del DG: quell’accidente di variante Omicron, che si è dimostrata molto più trasmissibile di Delta, continua a causare una mortalità insopportabile a causa dell’intensità della trasmissione…miseria infame! Ma avete idea contro chi abbiamo combattuto?! Pensate, ad oggi circolano oltre 500 ‘sottolignaggi’ di Omicron tutti altamente trasmissibili. Fortunatamente si limitano al tratto respiratorio superiore e tendono a causare malattie meno gravi rispetto al passato. Le mutazioni di questi virus bastardi consentono loro ancora di sfuggire all’immunità che la popolazione ha accumulato, ma ormai abbiamo imparato a riconoscere il camaleonte e la sua fine è vicina: lo schiacceremo come un verme! Adesso, passata la rabbia, ricordiamo per sommi capi il percorso che ha accompagnato Omicron dal giorno che è nata ad oggi…suo primo compleanno. Da allora, infatti, in poche settimane ha soppiantato la precedente Delta ed è diventata predominante: la prima versione BA.1 è stata sostituita da BA.2, poi da BA4-BA.5. Alla ‘bestia’ che ci ha terrorizzato in questi ultimi 12 mesi possiamo riconoscere, però, che grazie alla sua contagiosità, ma meno pericolosità, ci ha praticamente reso immuni al punto che quasi possiamo affermare che il Covid e la sua variante più longeva sono praticamente ormai quasi alla canna del gas.
Ormai il Covid è alla canna del gas: parola dell’OMS