Il Fondo

Natale 2022: l’ascensore sociale è precipitato

Di Chicago : Selig Polyscope Co., Publisher - Margaret Herrick Library, Academy of Motion Picture Arts and Sciences [1], Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34554408

Chissà perché l’immagine della piccola fiammiferaia ci viene in mente solo a Natale…il freddo? può essere. Trovo intollerabile che ad oggi non sia cambiato nulla rispetto a quel 1928, quando nelle sale cinematografiche di allora usci la figura di Karen, protagonista della pellicola, che vaga nelle strade innevate della città cercando di vendere qualche scatola di fiammiferi fra l’indifferenza delle persone che fingono di non vedere. Un po’ come lo spettatore che partecipa con la fantasia pensando di guardare allo schermo una favola animata lontana anni luce dalla verità. D’altronde il reale non comprende mai il nobile soldato che sottrae Karen alla furia dell’ussaro; mi riferisco a quel soldato che nella favola di Andersen fa salire la bambina sul suo cavallo per portarla lontano dal pericolo. Invece, ahinoi, con una stretta al cuore, l’ussaro ancora ai tempi nostri raggiunge chi fugge dalla miseria e dalla libertà per uccidere ora come allora con una sciabolata depositando in un barlume di pena le tante piccole fiammiferaie ai piedi del masso. La fine drammatica ed allo stesso tempo un po’ romantica della giovane in cima alla roccia che si trasforma in un rosaio fiorito e i petali che fluttuano nell’aria mentre la neve cade sul povero corpo non deve intenerire i nostri cuori, ma dovrebbe scuoterli perché il mondo diventi più giusto in quanto è tutto vero. Era ad inizi Novecento quando la rivoluzione industriale vide uomini e donne marciare insieme verso la conquista dei diritti che si manifestarono in tutta la loro equità molto anni dopo il secondo conflitto mondiale. Agli albori degli anni Settanta ecco che quei diritti si avverano: una sanità per tutti ed il sogno della classe operaia di salire sull’ascensore sociale si rivelarono nel loro splendore per merito di una politica determinata e capace. Successivamente, una classe dirigente sempre più impreparata ci ha riportato indietro nel tempo come fossimo nuovamente precipitati agli inizi del secolo scorso quando Karen, a sua insaputa, non avrebbe mai immaginato di segnare per sempre l’anima degli uomini attraverso il racconto di Andersen. Non so perché oggi, antivigilia di Natale, ho scritto questo pensiero che mi ferisce l’anima, forse che le tavole imbandite di oggi sono più sfarzose di quelle di allora?! Può darsi. Intanto le piccole fiammiferaie si stanno moltiplicando a dismisura; sono oltre un milione in Italia i bambini che soffrono la fame, penso sia giunto il tempo di riflettere sull’opportunità di ridurre la forbice tra i ricchissimi e i poveri. L’ascensore sociale non si è fermato…è precipitato!