Il Fondo

Ospedali: indagine dei NAS sui medici a gettone

Recentemente i Carabinieri dei NAS, d’intesa con il Ministero della Salute, hanno condotto numerosi e mirati servizi di controllo presso le strutture sanitarie pubbliche, che per sopperire alla carenza di personale ricorrono sempre più spesso a contratti di appalto, al fine di reperire medici ed infermieri provenienti da cooperative le quali forniscono i ‘Dottori’ alle ASL ed agli Ospedali. Nell’indagine pare che spesso abbiano trovato Sanitari così anziani da avere essi stessi bisogno di cure geriatriche…figuriamoci se sono in grado di operare in sala parto! A tale scopo i Carabinieri dei NAS hanno verificato la correttezza applicativa delle modalità di reclutamento, l’adeguatezza dei titoli abilitativi ed in special modo il rispetto dei turni; in parecchi casi hanno riscontrato centinaia di irregolarità lavorative su tutto il territorio nazionale. Durante queste indagini sono stati individuati molti titolari di cooperative in odore di reato di frode in quanto responsabili di aver inviato personale in attività di assistenza ausiliaria presso ospedali pubblici in numero inferiore rispetto a quello previsto dalle condizioni contrattuali con l’Azienda Sanitaria. Pensate, in alcune occasioni si trattava addirittura di sanitari privi di titolo abilitativo o non specializzati per l’incarico da ricoprire. Accidenti, non bastasse, in situazioni particolari è stata accertata pure la fornitura di medici da parte delle cooperative con età anagrafica avanzata, vedi foto di copertina, piazzati in reparti di ostetricia e ginecologia e ritenuti, quindi, non adatti ad eseguire parti cesarei. Stendiamo un velo pietoso, invece, sul personale medico da impiegare presso i Pronto Soccorso assolutamente non specializzato in ‘Medicina d’Urgenza’. Durante questa verifica sono altresì emersi oltre 40 casi di esercizio abusivo della professione riguardanti in particolare lo svolgimento di attività infermieristiche in assenza di iscrizione all’albo e spesso senza riconoscimento dei titoli acquisiti all’estero non verificati dalle imprese cooperative. Ed infine, udite udite, una di queste ha addirittura fornito un medico in servizio presso un ospedale pubblico in rapporto di esclusività ad un ospedale di un’altra provincia per ricoprire i turni di guardia! A fronte di tutto questo però è doveroso precisare che la stragrande maggioranza di tali aziende cooperative sono amministrare da persone perbene che forniscono un servizio impeccabile alle ASL ed alle comunità…ma se foste voi ad essere curati da uno di quei medici inadeguati forniti dai seppur rari casi di ‘malacooperazione’ che non controlla i titoli acquisiti all’estero, cosa direste?! E cosa direste se ad una vostra figlia venisse praticato un cesareo da un medico così anziano da avere esso stesso necessità di continui controlli medico-geriatrici?!