Il vaccino a mRna è stata l’ennesima conferma di quanto siano importanti i farmaci per la cura e quindi la sopravvivenza dell’uomo. Ora, indipendentemente da come la si pensi non saremmo mai riusciti a contrastare il Covid senza la capacità delle case farmaceutiche di fornirci le ‘armi’ per combatterlo e relegarlo morente in un angolo. Sembra che nel 2023, dopo attenta e lunga osservazione, nonché sperimentazione, gli avamposti della scienza abbiano intenzione di sfondare le linee dell’ignoto ed armati delle nuove tecnologie ad mRna puntino dritto al cuore dell’Alzheimer e delle terapie Crispr. Ma chi è ‘sto Crispr? Incuriosito ho chiesto ad un amico ricercatore che guardandomi meravigliato mi ha detto, ma come non lo sai?! Beh, hai presente il lavoro di una sarta…in breve è una sorta di forbice molecolare in grado di tagliare un DNA bersaglio che può essere programmato per fare modifiche al genoma di una cellula. A differenza degli scienziati con i capelli scompigliati questo mio amico è pelato come me…almeno un cosa in comune ce l’abbiamo! Ora non sto ad elencarvi l’importanza delle nuove tecniche mRna per curare l’herpes genitale, per esempio, ma il futuro già sui nastri di partenza del 2023 sarà ricco di sorprendenti passi avanti della scienza farmacologica che ci permetterà di vivere certamente meglio. Leggo da una nota dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che è imminente la pubblicazione di un elenco di agenti patogeni prioritari; infatti, un numero considerevole di scienziati in tutto il mondo esamineranno le prove su oltre 25 famiglie virali e batteriche per identificare i patogeni che potenzialmente potrebbero causare future epidemie. Verrà inoltre probabilmente annunciato un farmaco che rallenta il tasso di declino cognitivo nella malattia di Alzheimer. Accidenti, in questo immenso oceano della speranza quasi dimenticavo la notizia cattiva: i medici. Ecco, i medici di medicina generale non sono abbastanza preparati per camminare di pari passo con la scienza. Preparati perché nelle culture Occidentali le Scuole di Specializzazione si dovrebbero allineare ad uno standard unico che possa permettere loro di esercitare la professione indipendentemente dal Paese di provenienza senza pregiudizi. I sotterfugi per acquisire i titoli in Paesi accondiscendenti per operare in Europa, per esempio, non dovrebbero essere permessi se vogliamo riequilibrare la bilancia tra la scienza di coloro che ‘inventano’ i vaccini a mRna e coloro che li inoculano.
Medicina: una notizia buona ed una cattiva