Opinioni e commenti

Raccomando ad Elly: ”No a due pesi e due misure!”

Raccomando ad Elly: ”No a due pesi e due misure!”
Sì nel PD al meglio dell’articolo1 ma anche al meglio di Renzi senza Renzi! Ce lo vedete Renzi, che crede nell’alto tradimento, mettere da parte il suo orgoglio e riproporre la strada maestra delle riforme costituzionali dalla centralità de Parlamento?
Premessa obbligata a chi evoca lo spirito delle origini del PD: l’impegno comune a costruire un partito di centrosinistra senza trattino immune da ogni rigurgit1o identitario! Veniamo alle ultime vicende nei rapporti interni e non possiamo non apprezzare che siano rientrati i maggiori esponenti di Articolo 1, salvo ripensamenti di chi è in attesa di eventuali attese personali. Ma tra gli secessionisti più o meno dichiarati c’è tutto il versante dei renziani verso i quali è necessaria una dichiarata valutazione di verità comune e condivisa da tutto il partito. Dal risultato record delle europee, quel quasi 41% che fece scattare la caccia all’uomo forte, rimuovendo i meriti speciali conseguiti a partire dal considerare prioritario restituire centralità al Parlamento abrogando il bicameralismo paritario, vero cappio alla gola, unico in Europa, con i seguenti voti di fiducia a raffica esautorando tutti, maggioranza e minoranze, dal dare il loro apporto, una vera e propria castrazione della rappresentanza popolare! Scelta di responsabilità di Renzi di accettare di tentare l’impresa con l’unico disponibile Berlusconi e FI mentre tutti gli altri, intellettuali e politologi compresi, erano in preda alla sindrome di Bruto di eliminare il pericolo Cesare. Quando Berlusconi subordinò tutto alla contropartita personale per evitare la legge Severino, da lui stesso fatta votare, Renzi non esitò a tener fuori il vecchio alleato dalla vicenda Quirinale perché non ci fossero ombre sulla scelta di Mattarella! Per non parlare della valorizzazione di un uomo oggi prezioso come Gentiloni commissario alla UE! E proprio di un italiano nella filiera degli affari economici europei aveva bisogno l’Italia quando Renzi fece la scelta sciagurata del commissario agli esteri per tre motivi costati carissimi: inconsistente come peso politico ( kissinger disse che non aveva un telefono della UE ma tanti quanti erano gli Stati europei!), avere designato una persona appena nominata in Italia, dando uno schiaffo plateale a D’Alema, l’unico che con la sua creatura Italiani-europei mirava espressamente a far crescere una effettiva politica estera europea e in sovrappiù, dopo la rassicurazione “Stai tranquillo a Enrico Letta” mentre preparava la sua sostituzione, non si adoperava ad indicarlo in sede europea per le sue indubbie doti in economia, ricompattando tra l’altro tutto il partito come usavano fare i saggi DC negli avvicendamenti. In questi tre errori congiunti ebbi la certezza: “Questo va a sbattere!” e lo scrissi molto tempo prima che si verificasse nel mio libro intervista” Il testimone da Moro e Ruffilli, sottotitolo dalla democrazia matura al cittadino arbitro “di grande ed insuperata attualità nella fase politica che stiamo attraversando con la polarizzazione su due donne ma con l’ombra minacciosa di un astensionismo che ha superato il livello di guardia e già dimenticato nel tran tran quotidiano!
 

 

Roca