Sembra che appena qualche secolo avanti Cristo gli aristocratici ateniesi guardassero al lavoro fisico con un certo disprezzo: tanto faticavano gli schiavi! All’epoca c’era una parola precisa che indicava come fosse indegno il lavoro manuale per un animo nobile: banausia. Pensate, perfino gli artisti venivano giudicati uomini di fatica, in quanto realizzavano i manufatti usando le mani e, peccato imperdonabile, addirittura sudavano! Sono andato a cercarmi la definizione esatta del termine ‘banausia’ ed ho trovato cose interessanti: vabbè, termine con cui i greci indicavano il lavoro manuale e servile l’ho già detto, ma ciò che non vi ho detto è che ancora oggi viene ripreso in sociologia e psicologia del lavoro per significare un‘attività fisica ripetitiva e perciò alienante in quanto chi la eseguiva non era a conoscenza della finalità di ciò che produceva! Infatti sembra che addirittura per Socrate l’ozio non fosse il padre dei vizi, ma fratello della libertà…al punto che l’uomo liberato dalle orribili necessità quotidiane potesse dedicarsi a quanto di più affine ci fosse nella spiritualità della propria anima lasciando, appunto, alle classi inferiori o presunte tali l’umile produzione dei beni primari. I medici di allora non appartenevano a questa categoria, anche se utilizzavano le mani per dare sollievo ai sofferenti; allora come oggi non si sono mai risparmiati ed ancora non si risparmiano per aiutare i bisognosi. Certo, devono campare, ma la maggior parte di loro durante la pandemia non si è arresa a costo della propria vita…chi ha clamorosamente sbagliato è quella classe dirigente che prima li acclamava e poi li ha abbandonati! Mi riferisco a coloro che si atteggiano agli aristocratici greci a cui accennavo all’inizio con una differenza, però, che cinque secoli avanti Cristo la democrazia era ai suoi albori; infatti, i poveri erano poveri e i ricchi naturalmente ricchi al punto di racchiudere nella parola ‘banausia’ il disprezzo per il lavoro che richiede fatica e sudore. Ora i medici vengono messi sotto accusa perché abbandonano la sanità pubblica come fossero diventati i responsabili del caos che viviamo, mentre nessuno parla e punta il dito contro la classe politica che per necessità simpatizza con le cooperative pagandole cifre da capogiro piuttosto che equiparare gli stipendi dei sanitari a quelli dei colleghi europei. Ebbene, cari aristocratici della Grecia antica, avete sempre avuto ragione! Per tali motivi ritengo che in Italia non ci siano altri lavori tanto resistenti alle avversità come quello del medico ormai obbligato alla burocrazia…come i rematori delle galee. Insomma, si è provveduto a decretarne la morte in nome di una globalizzazione deceduta per il commercio ed acquistata a buon prezzo dalle cooperative che operano in ambito sanitario.
Salute: i nobili pensieri non trovano riscontro nella realtà