Il Fondo

Molti medici si chiedono se sono ancora figli di Ippocrate

Di https://wellcomeimages.org/indexplus/obf_images/0d/0e/e9d3d979e732af7f22a1b41d1110.jpgGallery: https://wellcomeimages.org/indexplus/image/L0034090.html, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=36062899

Dopo 1.500 aggressioni subite i sanitari giustamente si chiedono se ancora possono considerarsi figli di Ippocrate; sono peraltro convinti che il colpevole sia lo Stato che sempre più spesso li lascia sul ring della disperazione…cosa impensabile ai tempi del medico, geografo e aforista greco considerato il padre della medicina scientifica che nessuno avrebbe mai solo pensato di picchiare. L’unica arma dei camici bianchi è quella dei pugni chiusi dalla rabbia in quanto il ‘sistema’ non offre più la possibilità di costruire la propria dignità professionale da donare a chi soffre. Questi professionisti non hanno bisogno dei posti di polizia o di essere considerati pubblici ufficiali, ma di quel rispetto che si deve a chi dedica la propria vita per salvare quella degli altri.
Troppo spesso, il medico non è più nome cognome e volto ‘amico’ ma piuttosto il volto anonimo del ‘nemico’ che rappresenta tutte le inadempienze della sanità pubblica. È così che il medico è diventato un quadro intermedio, preso a calci dall’ amministrazione e a sberle in faccia dall’utenza. Orfano di padre e bullizzato dai propri compagni di miseria. Non fa una piega il solito discorso che bisognerebbe agire sulla disperazione legata alla povertà di troppe realtà marginali, che bisognerebbe insistere su una scuola formativa e non solo nozionistica, ma soprattutto bisognerebbe sottrarre la medicina da tutte quelle situazioni in cui il medico ci mette la faccia e deve rispondere a tutto quello che lo Stato non ha saputo realizzare in tanti anni. Il medico è ridotto ad mero funzionario di una burocrazia idiota che fa tanto arrabbiare la gente…specialmente nei Pronto Soccorso dove i nervi sono già a fior di pelle. Al di là della caratterialità disturbata di troppe persone senza cultura e per questo senza educazione, abituate a prendere la vita a pedate, c’è un altro aspetto che contrappone spesso medici e ‘impazienti’ fino ad arrivare alla colluttazione causata dalla miope presenza dello Stato. In altri tempi, il medico ci metteva la propria faccia, competenza e impegno, ed in un rapporto più diretto e umano si poteva non essere d’accordo ma l’autorevolezza del ‘dottore’ non era mai messa in discussione e ricomponeva sempre l’alterco. Da quando lo Stato si è fatto strada con tutte le ‘sciocchezze‘ burocratiche togliendo al medico i mezzi, il tempo e la serenità del proprio lavoro con turni massacranti per una politica sanitaria tanto sciocca da diventare quasi imbarazzante e costringendolo a spiegare ad ogni persona, compresa quella avvezza alle mani, la causa della lentezza e spesso dell’inefficienza oltre alla mancanza di posti letto…ecco che quasi diventano normali 1.500 aggrediti. Dio che tristezza! Quando si arriva alle mani siamo alla crisi totale della dialettica, la persona diventa un nemico e ti nega quello che credi essere un tuo diritto.