Il Fondo

Io voglio essere salvato per primo

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‘Io voglio essere salvato per primo’. Ci riferiamo al sofferto enigma amletico di come posizionare le pochissime automediche e autoinfermieristiche di cui dispone il nostro Bel Paese. È l’insorgente polemica che sembra rimbalzare da un comune all’altro dove ognuno, del tutto legittimamente, vorrebbe ospitare le ‘auto’ nel proprio territorio perché possano intervenire il più rapidamente possibile. Il punto invece è un altro: tali vetture sono poche rispetto al numero dei residenti e, come si dice, la coperta comunque la si tiri è sempre corta! Cosa fare, allora? Beh, in questo periodo post pandemico dove pare che le cooperative sanitarie siano la soluzione a molti problemi…ogni Comune potrebbe rivolgersi direttamente a loro, concorrere alle spese e dotarsi di un’automedica propria che garantisca il servizio agli abitanti. Credo che ormai la strada che prevede l’autonomia di sistemi sanitari d’emergenza comunali, mi riferisco soprattutto agli interventi che stabilizzano il paziente in caso di malori improvvisi, sia tracciata. Inutile guerreggiare gli uni contro gli altri per stabilire chi ha più diritto ad avere l’automedica sotto casa…tutti ne abbiamo diritto! Le ASL fanno quello che possono con le risorse di cui dispongono…semmai è la politica che deve interrogarsi sulla situazione di disagio dei cittadini che, ahiloro, emergenza o meno, sempre più spesso sono costretti a rivolgersi al privato. Per arginare sul nascere la contesa delle automediche bisogna iniziare a ragionare seriamente sulla migliore soluzione possibile perché così stante le cose comunque si decida qualcuno rimarrà sempre indietro.