Signor Ministro,
in merito alla vicenda relativa alle polemiche nei confronti dell’arbitro Taylor a seguito della finale di Europa League Siviglia – Roma, ho letto il Suo sbrigativo intervento, con il quale ha voluto sottolineare che “lo sport deve educare soprattutto a perdere” ed ha ritenuto di dover condannare fermamente il comportamento tenuto dall’allenatore della Roma, Josè Mourinho.
Chi Le scrive è da sempre socialista e romanista; quindi è abituato e ben educato a soffrire e a perdere. Ritengo, dunque, di poter commentare con serena obiettività la Sua sortita.
Premetto, in primo luogo, che eventuali insulti all’arbitro sono sempre assolutamente da condannare; penso, però, che, se il Ministro ritiene di dover intervenire, dovrebbe preoccuparsi, innanzitutto, di difendere lo sport italiano, oltre che di biasimare gli atteggiamenti e i linguaggi dei protagonisti.
Mi spiego meglio: poiché la Roma nell’occasione rappresentava il calcio italiano, l’arbitraggio spocchioso e “a senso unico” di Taylor costituisce una grave mancanza di rispetto nei confronti dello sport italiano, che Lei dovrebbe difendere, tanto più che il Presidente della Figc, Gabriele Gravina, attualmente sembra essere distratto da altre vicende.
A tal proposito, sarebbe davvero interessante conoscere cosa ne pensa, Signor Ministro, delle recenti dichiarazioni di grande soddisfazione del dott. Gravina, espresse in una atmosfera felice da “tarallucci e vino” per il patteggiamento miracolosamente ottenuto dalla Juventus sulla manovra stipendi.
Non pensa, Signor Ministro, che queste entusiastiche esternazioni del numero uno del calcio italiano su una vicenda spinosa e molto discutibile siano quantomeno inopportune, se non altro in ossequio al detto degli antichi latini “silentium sermonis magister est”, “il silenzio è maestro del discorso”?
Non ritiene, Signor Ministro, che l’eccessiva enfasi del dott. Gravina su questo patteggiamento, tra l’altro, possa aver danneggiato l’immagine del nostro calcio a livello internazionale, con tutto ciò che ne consegue, compreso l’arbitraggio ostile e sprezzante di Taylor?
In ogni caso, quel che è accaduto è profondamente ingiusto, anche perché nessun personaggio istituzionale del mondo dello sport e del calcio italiano ha reagito adeguatamente all’enorme presa in giro subita dai 35mila tifosi che si sono recati a Budapest per la finale di Europa League, dai 60mila dello stadio Olimpico di Roma e dai milioni di persone che l’hanno seguita da casa.
Ed allora, se Josè Mourinho ha protestato vivacemente, sia pure con qualche deprecabile parola di troppo, dobbiamo comunque essergli grati per aver tentato di surrogare l’inerzia di quanti avevano il dovere di difendere lo sport ed il calcio italiano da un’evidente ingiustizia.
Buon lavoro, Signor Ministro!
Gian Franco Schietroma