Agorà Socialista

IORIO: I socialisti non hanno bisogno di predicatori di sventure

Per non smentire la nostra consolidata fama di litigiosità, che tanto danno ha fatto ai socialisti, qualche nostro dirigente o militante si lancia di tanto in tanto in attacchi polemici all’attuale gruppo dirigente del Partito, che, non dimentichiamolo, è stato scelto all’unanimità ed è fortemente impegnato nel rilancio del PSI.
Questa volta tocca ad Angelo Zubbani, che conoscevamo serio e misurato, ma che si cimenta adesso in una invettiva contro tutti. Dopo aver scomodato i suoi studi classici per parlarci nientepopodimeno che del peccato di hybris, evocando pertanto il meritato giudizio divino su di noi, il nostro Angelo richiama, cito testualmente e nell’ordine, l’affondamento della nave, la strage dell’equipaggio, il castigo definitivo e finale e, infine, il suicidio di massa.
Visto il carattere chiaramente pretestuoso dei suoi argomenti e il tono funereo, forse l’articolo di Zubbani meriterebbe, più che una risposta politica, una dose massiccia di scongiuri. Tuttavia noi gli vogliamo troppo bene, e pertanto gli rispondiamo nel merito, fornendogli due assicurazioni assolutamente impegnative.
La prima osservazione: Zubbani e qualche altro pseudo perseguitato politico possono stare assolutamente tranquilli. Questo giovane gruppo dirigente, che loro stessi hanno voluto e confermato, non intende emarginare nessuno, ed è anzi perfettamente consapevole di aver bisogno di tutti, Zubbani compreso, soprattutto di chi esprime un argomentato dissenso. Per questo ci stiamo impegnando allo spasimo, non solo per convincere tutti a rimanere nel Partito, ma soprattutto per favorire l’adesione di nuove forze, abbiano o no militato nel PSI in passato.
Secondo punto sul quale vogliamo tranquillizzare l’angosciato Zubbani. Noi teniamo all’identità e al ruolo del Partito Socialista più che ad ogni altra cosa e non ci rinunceremo mai. Mai nella vita. Siamo altrettanto profondamente convinti che tale identità possa essere coltivata solo nell’ambito di un solido ancoraggio alle nostre comunità di riferimento: il socialismo europeo e la sinistra italiana.
Siamo perfettamente consapevoli delle attuali difficoltà dell’uno e dell’altra. Ma non recideremo di certo le radici dei nostri alberi perché in una stagione non danno buoni frutti, anzi, dedicheremo loro maggiori attenzioni. Né intendiamo collocare l’albero del socialismo italiano nel terreno neutro del terzo polo, né destra né sinistra, come propone qualcuno. Del resto lo stesso Zubbani, pur attaccando duramente il PD nel suo articolo e dando per tre volte della “smarrita” alla sua attuale segretaria, non pare abbia preso le distanze del PD in regione Toscana. Come del resto lo stesso Renzi, terzopolista fino ai confini del Granducato, ma poi primopolista nelle sue terre.
Insomma puoi stare tranquillo caro Zubbani. La nave va avanti e l’equipaggio è affiatato. Ci piacerebbe che ti unissi anche tu a remare con noi per far sventolare la bandiera socialista, evitando di riproporci l’antica figura del predicatore di sventure di cui proprio non abbiamo bisogno.