Il Fondo

La politica? In fondo è tutto un quiz. Da Bar dello Sport

Non è stato il primo a parlarne ma, se discutiamo di manierismo politico, a me viene in mente Giorgio Gaber e una sua vecchia canzone, “Destra-Sinistra”. Più o meno diceva così, “la vasca da bagno è di destra, la doccia è di sinistra”. Ma a volte è anche peggio. Passiamo dall’ipocrisia del manierismo alla violenza tipica del “Bar dello Sport”.

 

Opposte tifoserie che si affrontano inferocite: “Io, tutti quelli che sbarcano dall’Africa li riporterei indietro, con le buone o con le cattive”. “Ma che dici, sono uomini come noi”. “Vengono in Italia solo per delinquere. Se fuggono dalle guerre, dovrebbero arrivare anche donne e bambini, mica solo i maschi”. “E poi, tu faresti adottare i bambini dalle coppie omossessuali?”. “Che male c’è, formano famiglie anche loro. E’ giusto che abbiano gli stessi diritti!”. “Si, ma i diritti dei bambini? Loro vengono adottati e non possono scegliere. Li adottassero a 18 anni, almeno saprebbero quello che li aspetta”.

 

E ancora: “Il MES, secondo te, va ratificato? Secondo me si, lo vuole l’Europa”. “Secondo me no. MES significa Mi Ero Sbagliato”. “Le tasse sono alte? Si, ma perché ci sono gli evasori e la destra non li combatte, anzi!”. “Tu torneresti alla lira?”. “Usciresti dall’Unione Europea?”. “Compreresti un’auto elettrica?”. Si potrebbe continuare all’infinito. Ad alcuni amici, tempo fa, ho proposto una specie di quiz inerente tasse, sanità, migranti, MES, matrimoni/adozioni per omossessuali. Accanto alle domande tre quadratini – si, no, non so – e infine uno spazio finale per un qualche eventuale commento. Sul MES quasi tutti hanno risposto “non so”. Sugli altri argomenti si sono diversificati ma, si badi, non come risultato di una convinzione o di un ragionamento dalla stretta logica consequenziale, ma dello slogan che più li ha colpiti. Purtroppo, le grida hanno quasi sempre obbiettivi contingenti, di breve respiro, con la forma che finisce con il prevalere sulla sostanza. In altre parole gli slogan, a volte e in una sorta di ubriacatura neo-orwelliana, privano il cittadino dei termini utili a capire quello di cui si sta parlando obbligandolo a schierarsi da una parte o dall’altra, spesso inconsapevole della doppia verità contenuta nei messaggi di certo potere. E allora, insieme a Gaber, se sei di destra vuoi la vasca e se sei di sinistra vuoi la doccia.

 

Tuttavia, se per entrare in discussioni politiche dalle quali siamo praticamente estromessi – guardando allo 0,67% che abbiamo acquisito nelle elezioni regionali in Molise – è necessario lo slogan, allora scendiamo pure dal piedistallo ed entriamo anche noi nel “Bar dello Sport”. Ma facciamolo consapevolmente e senza cedere al bis-linguaggio orwelliano, raccontando la nostra verità e chiedendo agli elettori risposte chiare, nette, come nei quiz – si, no, non so – perché, a quel punto, la popolazione sarebbe consapevole di quello di cui si sta parlando. Argomento sul quale non è più rinviabile fare chiarezza, per poi ricavarne uno slogan serio e lineare che possa essere bandiera di un programma, di una precisa azione politica, è quello sull’Unione Europea e sull’euro. La sinistra italiana, in generale, è acriticamente favorevole nonostante io non conosca economista o analista politico indipendente che sia dello stesso parere.

 

Bettino Craxi, restando a casa nostra, ebbe a dire che l’Europa se fosse andata bene sarebbe stata un limbo, se fosse andata male un inferno. I milioni di italiani precipitati nella povertà più assoluta hanno dato al dilemma una risposta assai precisa. Anche Giuliano Amato ha avuto parole di fuoco contro l’UE e l’euro. E che dire di Nicholas Kaldor, economista di riferimento di tutti i keynesiani e della sinistra mondiale? Quello che sarebbe successo lo disse a chiare lettere trent’anni prima. Paul Krugman, economista di area liberal, disse a sua volta che in un’”Area Valutaria non Ottimale” il riequilibrio fra gli Stati è affidato alla sola deflazione, fino a quando l’economia del Paese pericolante “rimbalza”. Ma, aggiunse, se a quel punto vi voltate indietro vedrete solo macerie. E’ lecito definire “macerie” quasi dieci milioni di italiani in povertà assoluta?

Ci tornerò sopra cercando di motivare, ma sottoporrei a quiz anche l’attualità delle Regioni a Statuto Speciale, alla luce del fanciullesco autonomismo della Lega (che Salvini giurò fosse superato) e delle dimissioni di gran parte della Commissione LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni). Chissà, magari qualche guru della comunicazione c’inviterebbe in un suo programma per esprimere la nostra opinione. Direi anche di, come per il divorzio, dare ai cittadini tramite i referendum, la forza decisionale di leggi sui diritti civili.

 

Sia l’Avanti, quindi, la piattaforma mediatica utile ad aprire un dibattito e a far chiarezza sugli argomenti, senza i manierismi denunciati da Gaber, per poi sottoporre il lettore, l’iscritto, al quiz di cui sopra. Molto semplice e chiaro: “Volete l’UE”, “Volete l’euro?”, “Volete l’abolizione delle Regioni a Statuto Speciale?”: “si, no, non so”.