Opinioni e commenti

A proposito di Concita De Gregorio e di sinistra

Si è molto discusso sull’articolo di Repubblica a firma di Concita De Gregorio, in cui la nota giornalista , editorialista del famoso quotidiano nazionale, già direttrice dell’Unità, utilizza in modo infelice termini ed espressioni paragonando dei ragazzi protagonisti di uno scempio ai danni di una statua, all’interno di Villa Alcco a Viggiù, a “cretini integrali decerebrati assoluti che in un tempo non cosi remoto sarebbero stati alle differenziali, seguiti da un insegnante di sostegno che diceva loro vieni tesoro, sillabiamo insieme, pulisciti però prima la bocca. Ecco ci sono questi deficienti, nel senso che letteralmente hanno un deficit cognitivo”.

 

Alle polemiche e critiche di molti esponenti di autorevoli associazioni di categoria, e personalità del mondo della politica (pochi a dir la verità), e della società civile, la famosa giornalista, ha risposto : “il linguaggio politicamente corretto e il comportamento che ne consegue stanno paralizzando il pensiero e l’azione – specie a sinistra”.

 

Che a dirla cosi , sembra più o meno lo stesso pensiero del duo comico Pio e Amedeo in risposta alle critiche che ricevettero dopo la loro  ultima puntata di “felicissima sera” per le frasi a dir poco infelici su omosessuali , ebrei e neri. Ecco, pur non essendo un sogno ma la triste realtà, sembra che il livello raggiunto sia su per giù lo stesso.

 

Si è detto molto in questi giorni su quanto espresso da Concita De Gregorio, in tanti hanno fatto sentire la loro voce, lo ha fatto la Ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli,  il presidente della Fish Vincenzo Falabella, Lisa Noja consigliera regionale lombarda, lo stesso ordine dei giornalisti, Iacopo Melio e tantissimi altri, ma il mondo intero della sinistra non ha proferito parola. Importanti ed imponenti sono state le manifestazioni organizzate in questi mesi dalle comunità Lgbt e delle famiglie arcobaleno, nelle piazze italiane come Napoli, Parma, Milano Bologna ecc ecc a tutela e sostegno dei diritti civili, sostenute ed appoggiate dal Pd e dai movimenti ed organizzazioni  di sinistra, che con forza e ragione hanno rivendicato i diritti civili di cui sono “sentinelle”, fino ad aprire un dibattito sulla maternità surrogata che ha diviso in modo forte la stessa comunità del partito democratico, ma tuttavia,  un silenzio tombale si registra ormai da anni sul tema della disabilità.

 

Non rientra nei diritti sociali e civili? Ci sarebbe da chiedersi. Ha ragione , in un certo senso, Concita De Gregorio quando afferma che il pensiero e l’azione della sinistra in tema di disabilità è paralizzato, lo è nei fatti. L’intero sistema di welfare del nostro Paese, regge su due pilastri normativi, la legge 104/1992 , riferimento legislativo per “l’assistenza , l’integrazione sociale e i diritti delle persone disabili”, e la legge quadro 328/2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.

In seguito, con la legge 227/2021 “legge delega disabilità” il Governo è stato delegato dal Parlamento ad adottare , entro il 15 Marzo 2024, uno o più decreti legislativi  per la revisione ed il riordino delle disposizioni vigenti in materia di disabilità, al fine di garantire alla persona con disabilità di ottenere il riconoscimento della propria condizione ed il pieno riconoscimento dei suoi diritti civili e sociali.

Una grande occasione, che la sinistra italiana avrebbe dovuto cogliere per poter dare centralità ad un tema cosi delicato e prezioso per la vita delle persone con disabilità, i loro famigliari ed il mondo dei servizi socio-sanitari.

 

Un notevole e vitale lavoro è stato fatto grazie alle associazioni di categoria, ed alcuni singoli esponenti di governo, come l’attuale Ministra della disabilità Alessandra Locatelli,  ma  nulla, o  poco più del nulla è stato in grado di offrire il mondo sociale, intellettuale, e politico rappresentativo della sinistra italiana.

Ecco, forse dopo aver letto le parole dell’ex direttrice dell’Unità, se ne comprendono meglio le motivazioni.

L’impossibilità di contenere la salivazione della bocca o del linguaggio, è uno dei “tanti” volti della disabilità, e tante volte, motivo di sofferenza ed imbarazzo, dei loro famigliari i cosiddetti “caregiver”, o dei “siblings” fratelli di persona con disabilità , è uno dei motivi di bullismo a cui frequentemente  le persone con disabilità ed i loro famigliari sono sottoposti, e pertanto vittime, sovente nella totale indifferenza del mondo circostante, incapace di reagire.

 

Cara Concita De Gregorio, a pensarci bene, la sinistra italiana di oggi, non è “paralizzata”, ma impreparata e distratta, proprio come lo sei stata tu.

 

*Luca Romano componente della direzione regionale del Pd campano