Da lungo tempo ormai parliamo dell’aumento indiscriminato del prezzo dei beni di prima necessità, ne parliamo al punto, e così tanto, da esserci assuefatti alla situazione… tanto è vero che, a parte la benzina, nessuno affronta più, o quasi, l’argomento del carovita. Ebbene, mi sono chiesto se la causa di questa minore attenzione non dipenda da noi giornalisti che poniamo il tema come se non ci riguardasse in prima persona. Non è cosi! Oggi affronterò l’argomento direttamente e sulla mia pelle… ops, sul mio portafoglio. Abito in un piccolo paese dell’Emilia e d’abitudine il lunedì vado a fare la spesa al mercato, come fornaio, invece, da tempo ho scelto una catena di grande distribuzione dove offrono un buon prodotto. Ora, ad essere sincero, non avevo mai riflettuto sui prezzi limitandomi a criticare il ‘caro vita’, esattamente come una volta si diceva ‘governo ladro’; della serie che a forza di dirlo non ci credeva più nessuno. Un po’ come succede oggi con i beni alimentari, oppure le battute classiche sul carburante: a me non importa quanto costi il gasolio, tanto metto sempre 50€! Ma da quando ho deciso di vivere la disavventura del caro carrello della spesa è aumentata la mia attenzione.
Vi assicuro che non ho fatto una gran fatica, né ho perso molto tempo, per scoprire direttamente sul ‘fronte’ l’esagerato costo dei beni essenziali per sopravvivere. Sono tornato, dunque, al mercato ed ho comperato al banco della frutta 6 limoni, in quanto al mattino preferisco il tè al caffè: ho speso 10€ tondi tondi. Poi sono passato al supermercato ed ho preso un kilo di pane, per l’esattezza delle ciabattine, è così che dalle mie parti si chiama il pane comune: prezzo 10€ e 50 centesimi. Totale 6 limoni ed un kilo di pane 20,50€. Ho capito la disperazione delle nostre massaie quando vanno a fare la spesa… aggiungi la benzina ed il vigile appostato dietro l’angolo sempre pronto a far quadrare i conti del Comune e subito corri dal medico a farti prescrivere un ansiolitico per aprire la cassetta della posta dove quasi perennemente trovi a tenderti un agguato: il gas, la luce, l’acqua, la spazzatura e la TIM con la sua immancabile bolletta che ti permette di utilizzare i ‘giga’ per lavorare da casa. Infine, ad aggravare i nostri budget familiari, il problema della Sanità Pubblica…che in un gioco di parole pare essere sempre più privata se vuoi essere curato in tempi brevi. Certo, a meno che non ti scaravolti con la macchina o il nonno non venga colpito da un ictus, in quel caso puoi accedere al Pronto Soccorso a sirene spiegate, almeno fino a quando i PS rimarranno pubblici! Ma a vedere l’agitazione che c’è intorno a tali Reparti pare che presto anche loro finiranno nelle ‘fauci’ dei privati. Intanto, tra mercato e supermercato per comperare 6 limoni ed un kilo di pane ho speso 20€ e 50 centesimi.
Carovita: 6 limoni e 1kg di pane 20€