Francamente non capiamo questa follia senza fine che vede vittime le donne…ultima della macabra conta Giulia Cecchettin, uccisa con svariate coltellate alla testa e al collo; poi gettata in un dirupo e morta dissanguata nei pressi del lago di Barcis solo sabato scorso. I commenti che coinvolgono un po’ tutti nelle ultime ore cercano di dare una spiegazione a queste infamità dipingendole con i colori ora della gelosia, ora della pazzia. Ed ecco che di ‘ora in ora’ rimaniamo con il fiato sospeso in attesa della prossima vittima massacrata dal suo ex! Si, quasi sempre gli assassini sono degli ‘ex’. Pare non sia più nemmeno una situazione circoscritta a casi particolari perché i delitti coinvolgono tutte le fasce d’età, tutti i ceti sociali e accadono indifferentemente sia al Nord che al Sud del Paese. Insomma, un po’ a macchia di leopardo. Una cosa è certa, non riguardano più i delitti di gelosia un tempo attribuiti soprattutto al meridione. Azzardo nel dire che probabilmente la Rete è corresponsabile della velocità con cui vengono trasmesse: foto, informazioni e pettegolezzi…non più circoscritti nei cortili goldoniani, ma diffusi da un telefonino all’altro senz’altro complici di comportamenti dissennati e atti violenti, violenti al punto di essere impensabili solo fino a ieri. Ricordate Giulia Tramontano uccisa, a 29 anni e incinta di sette mesi, dal compagno Alessandro Impagnatiello? Un piano omicida che da tempo aveva pianificato la morte della ragazza tentando addirittura di avvelenarla con fredda premeditazione usando del topicida, prima di accoltellare 37 volte lei e il bambino che aveva nella pancia. Una mostruosità che meriterebbe l’applicazione del principio del Codice di Hammurabi, antica raccolta di leggi babilonesi nel quale la pena è spesso identica al torto provocato. Accidenti, quasi che i femminicidi, in questo orribile 2023, cerchino di superare ipotetici, drammatici traguardi! Perché? Certo, dopo che i delitti sono successi probabilmente è facile risalire alle singole storie e dire: si poteva prevedere! Credo che nessun familiare debba sentirsi in colpa per quelle sensazioni che a posteriori forse sentiva o immaginava vi fossero. La cosa che sconcerta è perché non succede mai il contrario, cioè che una donna carichi in auto l’ex fidanzato per portarlo in una località amena, riempirlo di botte e poi magari ucciderlo gettandolo in un lago di montagna. È forse a causa della forza fisica? Sono i geni deviati di quel delitto d’onore cancellato dal nostro ordinamento giudiziario appena negli anni Ottanta? Non lo so! So soltanto che non passa giorno che assistiamo impotenti ad un femminicidio e la cosa, in un modo o nell’altro, dovrà essere assolutamente risolta…anche se da profano mi rendo conto delle difficoltà che questo comporta, in quanto non possiamo nemmeno ridurre l’uomo ad ‘orco’ rischiando dei pericolosissimi falsi allarmi. Fatto è, comunque, che ancora una volta la vittima è una giovane ragazza che invece di raggiungere l’Università di Padova per discutere la tesi è stata ritrovata cadavere in fondo ad un dirupo vicino al lago di Barcis.
Ancora una Giulia, ancora un femminicidio, perché?