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Il governo zoppicante e i vuoti dell’opposizione

Sono state spese molte parole per esprimere giudizi sul rito formale che coinvolge il presidente del consiglio alla fine dell’anno. Un consuntivo dell’azione di governo dove il capo dell’esecutivo viene sottoposto ad una lunga sequenza di domande su temi e problemi tante volte già esaminati nella quotidianità;
Direi nulla di nuovo e nulla che già non conoscessimo del temperamento di questa giovane leader della destra contemporanea italiana ed europea.
Il vero punto gravido di considerazioni preoccupate lo ha tracciato il Capo dello Stato nel discorso di fine anno.il governo avrebbe dovuto prendere nota ed assumere in prospettiva le decisioni conseguenti, in materia di politiche europee, in direzione della pace e della sicurezza, in coerente applicazione delle norme sulla concorrenza, e più incisive azioni di contrasto contro la povertà e l’occupazione giovanile, non che nella tutela dei diritti civili contenuti nella costituzione di cui capo dello Stato é garante.
L’abile professionismo di Giorgia Meloni non le ha impedito di zoppicare su diverse parti dolenti dell’azione governativa. Un rapporto assai ambiguo con l’Europa ed una esplicitata ritrosia a voler essere parte delle maggioranze politiche che sono l’architrave politico di questa Europa.
L’area conservatrice e di fatto reazionaria di cui fa parte in Europa le chiede di guidare questo fronte alle prossime europee nelle quali affronterà la Campagna Elettorale rimanendo irritualmente alla guida del Governo ed essendo un candidata.
D’altronde attorno a sé ha alleati di governo in debito di ossigeno come Salvini, lesionato da nuove rogne, e Forza Italia che esercita con dignità ma senza spina dorsale il ruolo politico ereditato da Berlusconi;
Il partito della Meloni é chiaramente un partito che si è presto trasformato in movimento personale di cui ella dispone di vita, morte e miracoli del suo personale, che anziché supportarla nella società italiana le ha creato diversi grattacapi.
La forza del Governo risiede innanzitutto nella debolezza delle opposizioni;
Deboli non tanto bei propositi oppositivi quanto nella convergenza programmatica che non troverà nelle future elezioni alcun punto di applicazione, con il vantaggio della forza che assomigliando di più al populismo meloniano può essere realmente competitiva.
Il fronte disunito che ha già dato prova di irresponsabilità alle elezioni del ‘22 sembra in prospettiva replicare il medesimo schema;
D’altronde non è la larghezza geometrica dei campi della politica che conta quanto la lunghezza intesa come lungimiranza del progetto politico di Governo di un grande paese che ricuce il filo spezzato della frattura fra cittadini e politica.
La navigazione di Giorgia prosegue, ma i mari che l’attendono sono tutt’altro che placidi ed é il vuoto dell’alternativa più che la sua permanenza al potere che spaventa perché nessuno dei suoi propositi (ammesso che esistano) sembrano in condizione di essere realizzati, a partire dalla riforma costituzionale, come da lei stesso ammesso candidamente.