Il Fondo

La condanna a morte con l’azoto è una tortura

Foto wikipedia - Di Victor Hugo, Oeuvres illustrées de Victor Hugo. Paris: J. Hetzel, 1853., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3156553

Dopo vari esperimenti e qualche anno dall’altra parte dell’Atlantico, più precisamente in Alabama negli Stati Uniti d’America, si è pensato che per sopprimere la vita di un uomo condannato alla pena di morte la maschera di azoto puro fosse la più appropriata per spedirti all’altro mondo. Infatti, a leggere le cronache dei colleghi d’oltre oceano pare che prima di crepare l’azoto ti faccia tremare e contorcere come a voler ricordare le sofferenze che tu hai inferto alla tua vittima. Sono andato a cercare gli effetti della cicuta ai tempi di Socrate, ma non ho trovato riscontri di particolari sofferenze. Ora non mi pare che siano stati fatti grandi progressi da quel tempo, anzi! Insomma, a parte le mie evidenti contrarietà alla condanna a morte di un uomo indipendentemente dalla infamità di cui si sia macchiato, nei giorni scorsi il detenuto Kenneth Smith è stato giustiziato in Alabama con la maschera di azoto puro. Smith è rimasto cosciente per qualche decina di minuti e all’inizio tremava e si contorceva in maniera spietata facendo compiere all’umanità un passo indietro. Quello avvenuto nel centro correzionale Holman di Atmore è il primo caso al mondo di pena capitale eseguita con tale metodo, che provoca un lento soffocamento.
“Mi rammarico profondamente per l’esecuzione di Kenneth Eugene Smith in Alabama, nonostante le serie preoccupazioni che questo nuovo e non testato metodo di soffocamento mediante gas di azoto possa equivalere a tortura o a un trattamento crudele, inumano o degradante”, ha affermato l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk. “La pena di morte è incompatibile con il diritto fondamentale alla vita. Esorto tutti gli Stati a mettere in atto una moratoria sul suo utilizzo come passo verso l’abolizione universale”, ha aggiunto Turk in una dichiarazione resa nota a Ginevra. Parole chiare anche da parte dell’Unione Europea: Bruxelles esprime profondo rammarico per l’esecuzione di Kenneth Eugene Smith avvenuta nello Stato dell’Alabama, costringendo il detenuto a respirare azoto puro. “Secondo i maggiori esperti, questo metodo è una punizione particolarmente crudele e insolita”, scrive il Servizio d’azione esterno dell’Unione Europea. Amnesty International definisce invece Smith una cavia: “premesso che nessun metodo di esecuzione è indolore o incruento, qui è stato raggiunto un livello peggiore. Smith è una cavia su cui è stato testato un nuovo metodo che, inspiegabilmente, la Corte suprema non ha considerato incostituzionale ai sensi dell’Ottavo emendamento il quale vieta le pene crudeli”. Anche Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, denuncia in una nota: “Pompare azoto per molti minuti e togliere ossigeno è una cosa terribile, una sofferenza atroce; sembra quasi che la Corte abbia deciso di vedere come andava a finire con Smith per poi, eventualmente, vietare esecuzioni successive…esperimento nell’esperimento”.
L’Alabama ha introdotto il metodo dell’ipossia da azoto nel 2018, così come l’Oklahoma e il Mississippi; ‘metodo’ che gli esperti delle Nazioni Unite hanno equiparato alla tortura!