Dopo un periodo di assestamento, nel senso che i medici liberi professionisti non si aspettavano tutto questo ben di Dio, la Sanità privata ha indossato gli stivali delle sette leghe e con una accelerazione da formula uno ha lasciato sull’asfalto le speranze dei cittadini i quali ora non possono più permettersi una visita a pagamento. Solo per gli smemorati ricordiamo che fino a non molto tempo fa era possibile ricorrere ai servizi dei poliambulatori pubblici dove le liste di attesa erano accettabili ed i camici bianchi disponibili ad ascoltare le ‘tribolazioni’ dei pazienti. Poi, dopo la pandemia, è successo che pur rinunciando ad una pizza e ad un paio di aperitivi, ci eravamo rassegnati a rivolgerci ai professionisti privati che con prezzi onesti ed un tempo breve ci accoglievano per capire quali fossero le cause dei nostri fastidiosi disturbi. Ed è così che sono trascorsi questi ultimi mesi che ci hanno accompagnato fuori dall’emergenza pandemica catapultandoci, però, in un’altra emergenza: quella che ci ha colti di sorpresa e sferrato un colpo ferale al nostro portafoglio peraltro già allo stremo. A parte le urgenze nessuno di noi dopo le Festività è andato dal medico, ma via via i giorni dei bagordi sono passati e abbiamo ripreso le nostre abitudini comprese quelle di ‘visitarci‘ privatamente per quei disturbi che avevamo ignorato a fine anno. Sorpresa…quando siamo passati in segreteria per pagare la prestazione medica ci siamo accorti che i prezzi erano quasi raddoppiati: la visita che fino a ieri costava 100€ ora ne costa 180€. Le segretarie degli Studi medici, visto il nostro stupore, hanno immediatamente giustificato gli aumenti con un laconico adeguamento al costo della vita. Riepilogando, al supermercato avevamo lasciato gran parte dello stipendio e la benzina aveva prosciugato il resto perché ormai un litro costa più del prosecco, ed ora ci mancavano pure le spese mediche per essere costretti a chiamare il 118 direttamente dal parcheggio, così da tornare alle file infinite dei codici bianchi e gialli per ‘svernare’ nei Pronto Soccorso…magari chattando con il telefonino, mentre la nonna estrae dalla borsetta l’uncinetto per lavorare al suo ricamo. Passando ai numeri sono milioni ormai gli italiani con un posto di lavoro che al pari della sanità privata hanno indossato, anche loro, gli stivali delle sette leghe per inoltrarsi nel buio della povertà rivolgendosi a quelle nobili organizzazioni che una volta raccoglievano i farmaci da inviare nel terzo mondo, mentre oggi li consegnano al vicino di casa che non può permettersi nemmeno l’Aspirina! Ed è così che in questi ultimi giorni abbiamo festeggiato la Giornata di Raccolta del Farmaco per soddisfare le richieste di noi italici che non possiamo permetterci le macchine elettriche, tantomeno le case a basso consumo energetico. Infatti, per cambiare gli infissi o l’automobile ed ottenere il rimborso dal Fisco dovremmo come minimo essere occupati; invece, quando siamo fortunati, lavoriamo appena il giusto per campare meno che dignitosamente, ecco perché la Sanità Pubblica era cosi importante insieme al medico privato che applicava parcelle accettabili.
Forte accelerazione verso il delirio Sanitario