Non è facile esprimere lo sdegno per il comportamento degli israeliani nei confronti dei palestinesi che abitano la striscia di Gaza: 10.000 ragazzini deceduti sotto le bombe solo negli ultimi tre mesi. Riferimenti ai tedeschi quando in tempo di guerra uccidevano 10 ostaggi per vendicare la morte di uno di loro non se ne possono fare. Eppure da quando il 7 ottobre sono state barbaramente massacrate 364 persone, senza considerare quelle rimaste uccise nei centri urbani dal fuoco incrociato, da quel momento ad oggi l’esercito di Israele, tra civili e militari, di palestinesi ne ha ammazzati quasi 40.000 di cui oltre 14.000 bambini. Il rapporto in questo caso, anche se diluito in qualche mese, è di 1 a 100. Una mostruosità. Vorrei che qualcuno cortesemente mi spiegasse la differenza di così tanta crudeltà! Ovviamente in questa competizione di percentuali dell’orrore ci evitiamo di ricordare i circa 100.000 palestinesi feriti per colpa di una “infamità“ commessa in terra di Israele che certo non è stata provocata dai civili ma solo dai macellai di Hamas. Non ho capito nemmeno l’Occidente, a parte le reprimende, cosa voglia fare per fermare in un fazzoletto di terrà così piccolo un bagno di sangue tanto grande! Real politic, interessi, consumo di armamenti come fossero pop corn…questo lo abbiamo capito, così come abbiamo capito che gli affari da sempre si fanno sulla testa dei poveri disgraziati; però, accidenti, a tutto c’è un limite. In questo caso abbiamo tradito pure la legge del taglione che prevedeva una sberla in risposta ad una sberla. Nelle Sacre Scritture nessuno ha mai letto che ad un ceffone si potesse rispondere con una strage. La reazione è decisamente sproporzionata all’offesa. Abbiamo mandato alla corte dell’Aia molti governanti per molto meno, cosa aspettiamo a segnalare il comportamento sconsiderato di Netanyahu perché il Tribunale dei “potenti” non studi gli incartamenti riguardanti il Premier israeliano e lo condanni dietro la lavagna a vita?! Diventa sempre più difficile parlare dei delitti di Israele che finora hanno trovato comprensione e giustificazione, ma ora è il caso di intervenire per evitare che il Medio Oriente si incendi ancora una volta con i risultati catastrofici che abbiamo avuto modo di vedere molte volte in questo ultimo quarto di secolo. Che sia l’ONU dunque a fermare Benjamin Netanyahu e il suo Governo senza onore prima che gli sporchi interessi di pochi infiammino il pianeta.
Netanyahu e il suo Governo senza onore