Il Fondo

Il pianto di Sangiuliano bocciato dalla cultura dell’amore

Il titolo è puramente casuale, nessun gioco di parole. Visto l’imminente G7 dei Ministri della Cultura direi che il rappresentante italiano sia stato protagonista di un intrigo internazionale sul tema dell’amore dove nessuno gli toglie un giudizio da quattro meno meno. Se il contesto fosse stato diverso lo avrebbero costretto dietro la lavagna a piagnucolare, ma dovendo fare l’ospite questa volta il ministro Gennaro Sangiuliano se l’è cavata solo con una figuraccia scaturita non certo dalle giustificazioni dovute sulle spese, ma sull’opportunità di tacere…soprattutto se non si ha nulla da dire e nulla di serio di cui commuoversi! Severo? Macché! Certo non è simpatica la Sinistra saccente radical chic, però Santo Iddio alcuni personaggi del Centro Destra si impegnano alla grande per offrire loro i pretesti ed essere ridicolizzati. Il caso Sangiuliano-Boccia non sarebbe dovuto nemmeno apparire sulla cronaca se i rispettivi protagonisti avessero usato il buon gusto di non mettere in piazza faccende private, soprattutto il ministro che come tale, se è asceso ad un incarico tanto prestigioso, questa era l’occasione per dimostrare la sua maturità di uomo e di professionista. Certo sarebbe bello tornare agli anni del liceo e potersi regalare quella spensieratezza che comprendeva grandi amori e grandi delusioni sentimentali, ma l’età comporta anche le responsabilità che, in questo caso, almeno a seguire le vicende dei protagonisti della “commedia all’italiana”, sembrano armoniosamente amalgamate in un intrigo di sentimenti che mettono alla berlina il nostro Paese. Il siparietto delle dimissioni peggiora la situazione e non salva la forma. Il titolare del Dicastero Gennaro Sangiuliano dovrebbe riconfermarle senza appello e lasciare che al Summit della cultura del G7 partecipi una persona che non sia stata bocciata dall’opinione pubblica nazionale e internazionale. Qui non è importante cosa sia successo veramente tra spese, promesse e consulenze che appaiono e scompaiono con grande abilità dialettica, ma siamo in Italia, cassaforte del patrimonio culturale più importante del mondo. No, non ci meritiamo un ministro che boccia la cultura dell’amore ridicolizzato dall’informazione per le sue dichiarazioni alla nostra Rete Ammiraglia…per giunta senza contraddittorio e con alcune lacrimucce. I giornalisti fanno il loro lavoro e questo il ministro Sangiuliano, ex direttore alla RAI, dovrebbe saperlo meglio di molti altri. Pertanto, mi si lasci dire: non si capisce il suo comportamento che pare offrire il fianco ai pettegolezzi più azzardosi dei colleghi di un tempo i quali molto probabilmente torneranno ad esserlo prima del previsto!