Il grande commercio si sviluppa dalla notte dei tempi dall’Oceano Indiano alle coste del Mar Mediterraneo attraversando immense regioni desertiche. I protagonisti di queste storie avventurose erano le grandi carovane cammelliere che trasportavano le merci. Tante le trattative durante il percorso per vendere ogni cosa, trattative che con flemma duravano il tempo necessario tra un bicchiere di tè e l’altro spesso intervallati dalle tenebre per riprendere con pazienza il giorno dopo. Non c’era problema nel domandare un prezzo, tantomeno c’erano problemi se a quel prezzo ne veniva offerto in controproposta uno di gran lunga diverso, ed ecco che con calma ed a piccoli passi alla fine sempre si trovava un’intesa con reciproca soddisfazione e rispetto delle parti, le quali si davano appuntamento al successivo passaggio. Una sola regola antica mai scritta veniva rispettata come sacra: stabilito il prezzo dell’oggetto non poteva essere cambiato…anche fosse stato di un semplice arrotondamento! Esempio: se il costo pattuito fosse ammontato a 101 pezzi d’argento sarebbe stato imperdonabile all’atto del pagamento darne 100; certo un’inezia rispetto all’affare appena concluso, ma a quel punto il tavolo della trattativa veniva chiuso senza possibilità di essere riaperto, e chi lo aveva violato era bandito da ogni altra trattativa. Trattative che potevano essere infinite, ma la parola data, ripetiamolo, era sacra! Un principio, questo, che solo le persone che hanno avuto la possibilità di viaggiare in quelle terre possono aver vissuto sulla propria pelle rimanendo meravigliate quando magari il commerciante riponeva la merce sotto gli occhi sbalorditi del turista che vedeva riporre l’oggetto con una certa irritazione solo perché all’atto del pagamento si era permesso di arrotondare la cifra pattuita. Un principio che nelle terre d’Europa è stato spesso ribaltato dalla legge del più forte, il quale pagava quel che gli pareva e con arroganza si appropriava delle merci lasciando quel che voleva! Racconto questo perché ancora oggi ci sono commercianti che non fanno onore alla categoria…sprezzanti di contratti non solo concordati, ma addirittura sottoscritti, magari approfittando dell’impellente bisogno delle persone. Oggi fortunatamente se non arrivano i bonifici dai Paesi più lontani le merci non partono, ma ancora nel secolo scorso, il Novecento, questo mal costume era praticato con grande sfacciataggine. Quando si criticano i migranti che provengono da quelle aree geografiche bisognerebbe ricordare pure le loro culture che mantengono intatte anche quando sbarcano da noi con i rispettivi bagagli di tradizioni e di onestà.
La cultura araba del commercio