Sovranisti e Sinistre italiane Unite al Parlamento Europeo. Il Partito Russo ha messo radici nel nostro paese
C’è una tradizione neutralista nobile del socialismo italiano che si espresse all’inizio dello scorso secolo, assieme ai cattolici ed ai Giolittiani, al fine di evitare alla popolazione più povera le sofferenze che avrebbe provocato un conflitto prolungato che vedeva il nostro paese impegnato contro l’impero austroungarico.
C’è un’attitudine altrettanto nobile che stata espressa anche negli anni del dopo guerra ovvero quella della ricerca della pace innanzitutto attraverso il dialogo, l’iniziativa politico diplomatica ove fosse possibile nelle crisi regionali circostanti così come ci fu un impegno nel riarmo entro la cornice dell’alleanza che avevamo sottoscritto al fine di mantenere una solida sicurezza ricercando sempre le ragioni della pace.
All’invasione dell’Ucraina le nazioni europee salvo l’eccezione ungherese hanno contribuito a sostenere gli sforzi della resistenza contro l’invasione unilaterale della Russia dichiarata illegale e condannata dalla stragrande maggioranza dei paesi che aderiscono all’ONU. un contributo sia detto che è stato esplicitato in termini economici ed anche militari, circoscrivendo quest’impegno a limitarsi nella dimensione difensiva di questo armamento. I confini di interpretazione di questa posizione é sempre molto labile va da sé che le armi dell’alleanza atlantica sono state utilizzate in tutto il conflitto di questi due anni anche in direzione del territorio russo posto che le zone occupate dall’esercito nei territori contesi del Donbass sono state dichiarate per la legge russa dopo il referendum Unilaterale appartenenti alla federazione degli Stati che ha la sua Capitale a Mosca.
A questo proposito la reiterata richiesta di concedere l’utilizzo del sostegno bellico all’Ucraina da parte delle più robuste forze democratiche del parlamento europeo, quella popolare, socialista e liberale si è sollevata per mantenere coerente una posizione pur non tralasciando lo spazio necessario ad un’eventuale prospettiva di trattativa e di negoziato.
Tutte le forze conservatrici sono permeabili ai venti disgregatori che soffiano nell’Unione la cui stabilità e coesione é messa a rischio non solo a causa delle crescenti difficoltà di carattere economico ma anche a causa dell’interferenza del sovranismo nei singoli paesi. Questo vento prende il nome di “partito russo” che non è affatto cessato che ha ripreso slancio e attende l’affermazione di un altro protagonista del golpismo alle istituzioni democratiche internazionali, Donald Trump, per portare a termine la sua offensiva distruttrice.
Se fossimo in presenza di un’offerta di dialogo che porti al disgelo della situazione di stallo bellico e politico ad Est sarebbe comprensibile la posizione che unisce le destre conservatrici, liberali nazionalisti e partito democratico italiano che voteranno contro il rinnovato impegno europeo.
Ma così non é.
La Politica può modificarsi ed adattarsi alla situazione data, può nei suoi toni e nelle sue azioni evitare gli eccessi di bellicismo ma un cambio di orizzonte e di linea così vistoso andrebbe spiegato con chiarezza indicando il reale punto di caduta.
Dinnanzi all’avanzata sovranista, golpista in Occidente e all’aggressività del Partito Russo essa più che una scelta neutralista appare una vile resa sui principi e sui valori sui quali si fonda la coesione dei paesi democratici dell’Unione.