Da quando Benjamin Netanyahu è al governo, lo Stato di Israele non è mai stato così contestato, sia in Occidente che in Oriente. Le recenti operazioni militari a Gaza e ora in Libano, giustificate con il pretesto degli ostaggi ancora detenuti da Hamas, non possono tollerare le devastazioni inflitte a una delle popolazioni più povere e disperate del mondo. Decine di migliaia di morti, tra cui un numero spropositato di bambini, sono il tragico risultato di questi attacchi. È questo ciò che il mondo deve assistere, inerme, nell’attesa delle prossime elezioni americane? Noi non siamo d’accordo. Gli interessi del popolo ebraico devono certamente essere tutelati, così come il loro diritto di vivere in pace. Tuttavia, questo non deve avallare l’uso della forza militare ed economica per imporsi al mondo intero. Le democrazie moderne non possono permettere il massacro di migliaia di bambini in una guerra. Tutto ciò non è difendere il territorio, ma un “genocidio collaterale” che alimenta un conflitto senza fine tra Israele e Palestina. Dobbiamo avere il coraggio di usare la parola “genocidio” quando vediamo bambini mutilati tra le macerie della guerra. Questi giovani sopravvissuti cresceranno con un odio profondo verso Israele, alimentando una spirale infinita di terrorismo, come dimostrato dagli eventi del 7 ottobre scorso. Se non vogliamo che la democrazia si riduca a una lotta per la sopravvivenza del più forte, come sostengono i leader autoritari, dobbiamo agire in nome della libertà, della giustizia e, lasciatemelo dire, dell’onore. Solo se l’ONU avrà il coraggio di intervenire e fermare Netanyahu, si potrà tentare di imporre un rispetto reciproco tra i popoli di quella regione. Tuttavia, questo compito deve essere affidato ai caschi blu, non ai conflitti armati. Ho sempre rifiutato l’idea che la pace possa essere ottenuta attraverso la guerra: è un’ipocrisia che serve solamente a mantenere i privilegi dei più forti. Oggi la Rete amplifica all’infinito queste atrocità, rendendo più difficile nascondere la verità. Se vogliamo difendere la democrazia e la libertà, dovremmo farlo senza ricorrere ai metodi violenti del governo israeliano attuale. Continuare questa guerra infinita, infliggendo morte e sofferenza ai bambini di Gaza, non è una soluzione, ma solo una perpetuazione della barbarie.
La guerra infinita tra Israele e Palestina