Oggi, mentre si celebra la Giornata mondiale del lavoro dignitoso, in Italia ci apprestiamo a vedere votato un provvedimento che deregolamenta il nostro mercato del lavoro, aumentando la precarietà e diminuendo le tutele.
Il ddl 1532-bis, che domani sarà votato alla Camera, ha avuto una gestazione lunga e sostanzialmente silenziosa: non c’è stato dibattito pubblico, quasi assenti gli approfondimenti sui media generalisti. Solo il sindacato non ha mancato occasione per farsi sentire, sia nelle sedi istituzionali sia al di fuori di esse. E domani protesteremo ancora, con un presidio Uil e Cgil, per chiedere il ritiro del provvedimento.
Il lavoro dignitoso non è un lusso, ma è la precondizione per quella ‘crescita sostenibile’ di cui questo governo ama tanto riempirsi la bocca nei documenti ufficiali, senza però mai darne effettiva concretezza nei provvedimenti reali. Noi continuiamo a dire che non basta avere più lavoro, più occupazione. Serve un lavoro migliore, stabile, con retribuzioni eque, dove venga garantita la sicurezza delle persone e venga erogata la formazione durante tutto l’arco di vita di lavoratrici e lavoratori. Questo governo ha, evidentemente, a cuore gli interessi di aziende e datori di lavoro; noi quelli di lavoratrici e lavoratori e non ci fermeremo finché non saranno garantiti.
Ivana Veronese
Segretaria confederale Uil