Nel bel mezzo del suo breve e, devo dire, pacato discorso al Convention Center di Palm Beach, in Florida, il 47esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, eletto da pochi minuti, ha fatto riferimento, con la voce rotta dalla commozione, all’attentato subito il 13 luglio durante un comizio elettorale a una fiera agricola a Meridian, alla periferia ovest di Butler, in Pennsylvania, in cui ha rischiato la vita per un soffio. Ritrovato il controllo, ha dichiarato senza mezzi termini che è stato il Signore a salvargli la vita, in quanto, sempre a suo dire, gli avrebbe assegnato la missione di riportare l’America alla grandezza. Parole potenti e cariche di significato simbolico.
Sembrava quasi un’omelia medievale della Santa Inquisizione, quando i frati Domenicani incitavano i crociati a combattere contro gli infedeli: è Dio che lo vuole! Ma la cosa che ha fatto tremare i polsi è stata la calma e il tono pacato, e allo stesso tempo potente, con cui ha accompagnato le sue parole. L’impressione è che non ce l’avesse tanto con i Paesi del BRICS, ma con l’Europa, a cui imporrà dazi e un ulteriore esborso di fondi per finanziare gli armamenti della NATO a difesa dei suoi confini. Un conto salato per noi europei, abituati a essere “coccolati” dagli americani sin dagli sbarchi di Anzio e di Normandia, che segnarono l’inizio della liberazione dalla tirannia nazi-fascista che, durante la Seconda Guerra Mondiale, aveva tenuto il mondo intero sotto scacco. Ora, diciamolo, Trump non ha tutti i torti, ma per ritrovare il giusto equilibrio ci vuole tempo. Noi non abbiamo le stesse possibilità degli Stati Uniti di stampare moneta a piacimento: dipendiamo dall’unanimità dei consensi dei 20 Stati che aderiscono all’Euro, mentre l’America emette dollari come fossero coriandoli a carnevale. A leggere con superficialità ciò che si trova in rete, pare infatti che in giro per il mondo ci sia una quantità di dollari ormai incalcolabile, per cui i computer non sarebbero nemmeno attrezzati. Forse Trump, come “unto del Signore”, un miracolo deve davvero farlo: smettere di vendere armi ai Paesi che, come nel gioco dell’oca, si massacrano e poi invocano l’America per difendersi. Come avrebbe detto Gigi Proietti al Teatro Brancaccio di Roma, “si sono arintorcinati” e non sanno più come uscire da questo girone infernale. Ma se Trump fosse davvero stato “iniziato”, riuscirebbe a dare speranza agli americani e al mondo? Mah, staremo a vedere, perché, a parte le sue parole, ancora non c’è prova che sia stato “unto”…questo lo dice lui!