Il Fondo

Gaza spettrale, continua la strage degli innocenti

Il mondo piega la testa davanti al potere di Israele e dei suoi banchieri di riferimento sparsi ovunque, accettando le loro lacrime come giustificazione per una strage di “minori” che va avanti ogni giorno da oltre un anno a Gaza. Domenica altri 14 bambini si sono aggiunti alle decine di migliaia già massacrati da bombe che, nella spasmodica ricerca del nemico, sembrano trovare soltanto giovani vite. Netanyahu afferma che è Hamas a usare i bambini come scudo. E tutti, passivamente, accettiamo questa versione; come se un rapinatore, per coprirsi la fuga, si riparasse dietro un neonato, e un poliziotto, per fermarlo, sparasse al bambino per costringerlo alla resa. È possibile tollerare tutto questo solo perché il responsabile del massacro, colto con la “pistola fumante”, è Benjamin Netanyahu? Poi ci mostrano le immagini delle 859 vittime civili del 7 ottobre 2023, massacrate dai macellai di Hamas. Ma ne dovevi uccidere 50.000, di cui metà minori, per vendicarti?! E per liberare i pochi ostaggi rimasti prigionieri, è davvero necessario continuare a bombardare i ragazzi di Gaza ogni giorno mentre l’Occidente guarda in silenzio?! Possibile che nessuno abbia il potere di fermare questo strazio e, di conseguenza, il primo ministro israeliano? La risposta è sempre la stessa: è un Paese sovrano, e non si può intervenire! Aggiungo: quando fa comodo, perché anche la Libia era un Paese sovrano, eppure, per molto meno (o molto di più, se si ragiona con la testa inzuppata di petrolio), il 20 ottobre 2011 venne catturato e giustiziato Muammar Gheddafi, con l’assenso dei Paesi che avevano aggredito la Libia, tra cui l’Italia. Tutti per garantirsi la loro fetta di oro nero! Ma i pozzi di petrolio libici non valgono quanto il potere economico israeliano nel mondo. Ecco il nodo: un Paese o un uomo valgono – che abbiano ragione o torto – solo in base alla ricchezza che possiedono? Pare proprio di sì. Provate a immaginare per un attimo se i palestinesi avessero ucciso, per ritorsione, 50.000 israeliani, metà dei quali minorenni! No, non riesco a immaginarlo; e inoltre, non sarebbe mai stato permesso dalla comunità internazionale. Forse sono ingenuo, ma non capisco perché quella stessa comunità internazionale, cioè l’ONU, non possa accettare che il primo ministro israeliano venga processato dalla Corte Internazionale dell’Aia, rispettando quei canoni di giustizia negati a Gheddafi. Intanto, a Gaza, la strage degli innocenti prosegue, come se nulla fosse.