Joe Biden salva il figlio, Trump prepara il terreno per Musk, la Germania sembra aver bisogno di una guida morale, e Angela Merkel – se disponibile – sarebbe perfetta nel ruolo di “saggia”, grazie alla sua credibilità nazionale e internazionale. Nel frattempo, iniziamo a comprendere perché Emmanuel Macron ha spinto la Francia (e l’Europa) verso la guerra con il pretesto di sostenere Zelensky: un tentativo di distogliere l’attenzione dal declino politico interno. In Medio Oriente, i massacri a Gaza hanno sollecitato un tardivo intervento dell’ONU, solo dopo la morte di decine di migliaia di bambini. Il Tribunale Internazionale dell’Aia ha condannato Netanyahu per crimini di guerra, ma il conflitto si è già propagato, allargandosi prima in Libano ed ora in Siria, mettendo l’Occidente in seria difficoltà. Nel frattempo, i talebani hanno riportato l’Afghanistan indietro di decenni, e la Cina sembra pronta a sfruttare il caos globale per intervenire a Taiwan e “riportarla a casa”. Quanto alla Russia, la sua aggressione all’Ucraina, per quanto sconsiderata, vigliacca e distruttiva, è stata una risposta alla possibilità che Zelensky trascinasse il Paese verso la NATO e l’Europa, un progetto su cui gli Stati Uniti lavoravano da anni. Infine, come se non bastasse, alta tensione in Corea del Sud dopo che il Presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol ha dichiarato la legge marziale d’emergenza, invocandola come “misura necessaria per proteggere il Paese dalle forze comuniste della Corea del Nord”. Provvedimento annullato all’unanimità dopo il voto dell’Assemblea Nazionale, avvenuto in maniera rocambolesca.
Insomma, il quadro globale appare destabilizzante e difficilmente risolvibile con qualche posto in più a tavola. Al contrario, sembra preludere a un disastro imminente: una miccia accesa, impossibile da spegnere, che si avvicina pericolosamente alla polvere da sparo. Non sono solo i Paesi più poveri a rischiare di esplodere, ma anche quelli più ricchi e potenti, con un “botto” che potrebbe travolgere gli ultimi ottant’anni di pace e prosperità. La causa principale di questa instabilità potrebbe essere l’incapacità di governare l’era digitale. La rivoluzione digitale ha trovato il mondo impreparato a gestirne le conseguenze, in un’epoca in cui gli uomini conoscono tutto degli altri uomini e reclamano gli stessi diritti e privilegi. Non è forse lo stesso principio che animò la Rivoluzione Francese, cambiando per sempre l’Europa e il mondo?
La storia non si ripete mai nello stesso modo, ma oggi, di fronte alla rivoluzione digitale, ci troviamo ancora una volta impreparati. E ora, come se non bastasse, arriva anche il tentato golpe in Corea del Sud, Resta solo un ammonimento: si salvi chi può.