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Dopo l’incendio, 50 leader per l’inaugurazione di Notre-Dame

By Ali Sabbagh - Notre Dam De Paris, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=84033306

I simboli sono importanti, e Paesi come la Francia lo sanno bene. Non è il momento di fare paragoni con ciò che l’Italia ha fatto o come si è comportata di fronte a disastri simili. Oggi è il momento di riconoscere il merito: il Presidente francese e i suoi concittadini hanno mantenuto la promessa fatta cinque anni fa. Era il 2019 quando un incendio devastante distrusse Notre-Dame, uno dei simboli più rappresentativi della Francia. Domani, a distanza di cinque anni esatti, i nostri “cugini d’Oltralpe” riaprono le porte della celebre cattedrale al mondo intero, puntuali e orgogliosi. Non possiamo che ammirare un simile traguardo. Emmanuel Macron, oggi senza governo, ha definito la riapertura uno “shock”, proprio come fu lo shock l’incendio che il 15 aprile 2019 sconvolse il mondo. Sabato 7 dicembre, una grandiosa cerimonia inaugurale darà il via alla riapertura, con la partecipazione delle personalità più illustri del pianeta. Domenica 8 dicembre, invece, si terrà la prima messa nella cattedrale rinnovata, che sarà finalmente accessibile anche al pubblico.

I numeri della ricostruzione. La ristrutturazione è costata 700 milioni di euro, ma ne sono stati raccolti 850 grazie alle donazioni di privati. La differenza sarà utilizzata per restaurare l’esterno della cattedrale. Ben 340.000 persone hanno contribuito economicamente al progetto. Tra i grandi donatori spiccano nomi illustri come le famiglie Arnault e Bettencourt-Meyers, aziende come L’Oréal, il gruppo Total, Axa, Sanofi e altre realtà come la Société Générale e Bouygues. Secondo la Fondazione Notre-Dame, i donatori privati “normali” – quelli che potremmo definire “del loggione” – hanno contribuito con una media di 240 euro ciascuno, per un totale di 350 milioni di euro. È grazie a loro, in gran parte, che oggi la cattedrale gotica è pronta a risplendere.

In un sovrapporsi di numeri, il cantiere, durato poco più di 2.000 giorni, ha coinvolto circa 2.000 artigiani, specializzati in lavorazioni di legno, metallo, pietra, montaggio di ponteggi, restauro di tetti, dorature, sculture e architettura. Durante i lavori sono state montate e smontate diverse impalcature, per un totale di poco inferiore a 1.500 tonnellate di strutture interne.

La cerimonia e gli ospiti. L’inaugurazione ufficiale si terrà sabato 7 dicembre alle 18:00 e vedrà la partecipazione di circa cinquanta capi di Stato e di governo, anche se l’Eliseo non ha ancora fornito la lista completa degli invitati. Tra i più attesi figurano Donald Trump, sua moglie Melania e, a sorpresa, Elon Musk. Quest’ultimo, sempre più sotto i riflettori, sembra ormai un “presidente ombra”, un po’ come i governi ombra italiani di qualche decennio fa. Quando l’Eliseo renderà noti i nomi degli illustri partecipanti, non mancherà la curiosità di scoprire chi, tra i potenti del mondo, sarà presente per celebrare un simbolo che torna a vivere dopo una rinascita tanto impegnativa quanto straordinaria.