Agorà Socialista

Scuola. Basta col “divide et impera”. Puntare sulle conoscenze disciplinari

Le proposte del PSI scuola per la Conferenza nazionale di Napoli

 

Si è riunito il 6 dicembre u.s., in modalità online, il Gruppo di lavoro scuola del PSI.
Molti gli argomenti affrontati dai rappresentanti delle diverse Regioni italiane. Unanime la soddisfazione
per la sentenza della Consulta che di fatto ha bloccato la regionalizzazione dell’Istruzione pubblica. Il PSI
dai tempi dei referendum consultivi di Lombardia e Veneto, si è battuto contro una riforma che, se
realizzata, avrebbe distrutto l’unità culturale del Paese e aumentato, all’interno delle stesse Regioni, il
divario sociale ed economico tra classe abbienti e meno abbienti.
Sentito dai componenti del gruppo di lavoro il problema dell’inclusione degli alunni di origine non
italiana. Lo Ius Scholae, per il PSI, rappresenta lo strumento cardine per una sana e costruttiva inclusione
dei nuovi cittadini italiani.
Gli intervenuti hanno quindi individuato nel reclutamento, la formazione e la carriera, uno dei punti deboli
dell’attuale sistema scuola.
Dalla discussione è emersa la necessità di definire un sistema di reclutamento centrato sulla formazione
disciplinare e pedagogica e che riduca ad una sola le modalità di reclutamento. Tutto ciò nella convinzione
che il buon insegnante apprenda dalla propria esperienza e da quella dei propri colleghi. L’attuale sistema
di reclutamento è invece vario e variegato, crea differenze di reclutamento inaccettabili e dal sapore
vagamente anticostituzionale.Il “divide et impera” non può essere accettato come un valido sistema di
gestione del personale scolastico. Il troppo spesso usato sistema di preselezione a risposte multiple umilia
la professionalità degli aspiranti docenti.
Il PSI scuola quindi propone, terminata la stagione degli infausti concorsi PNRR e affrontato il problema
della precarietà dilagante attraverso la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto, di
ripartire con un unico sistema di concorsi, su base nazionale, che prevedano prove legate esclusivamente
alla disciplina della classe di concorso e agli strumenti pedagogici necessari all’insegnamento. Inoltre,
è auspicabile che i corsi di laurea magistrale prevedano dei percorsi abilitanti all’insegnamento.
Nell’incontro si è affrontato altresì il disagio tra chi aspira all’insegnamento come sostegno alla didattica di
alunni e classi, disagio determinato dagli attuali sistemi di specializzazione al sostegno. Il problema degli
specializzati all’estero, inseriti a pettine nelle graduatorie, nonché la necessità di bloccare, almeno per due
anni, i corsi di specializzazione al sostegno pesa e crea differenze in una realtà, quella del sostegno, tra le
più delicate ed importanti del mondo della scuola.
Sabato e domenica prossimi, il PSI scuola porterà a Napoli le sue proposte, alla Conferenza nazionale del
Partito.

Enzo Maraio

Segretario nazionale PSI

 

Luca Fantò
Responsabile scuola PSI