Il Fondo

Se c’è bisogno di Socialismo, avanti col Socialismo!

C’è bisogno di Socialismo in Italia. Il Paese, dopo le spallate del 1992-94, da trent’anni sta scivolando lentamente ma inesorabilmente verso quel “singolarismo” che rischia di trasformare la nostra società in un magma indefinito di individui intolleranti. Il “singolarismo” è caos, è nichilismo, è disperazione, è una società socialisti ma anche dai più democratiche nega i valori del socialismo ma anche del liberalismo.
Tra pochi mesi, si celebrerà il Congresso del PSI. Se c’è bisogno di Socialismo, in Italia spetta al PSI agire. Molti, pur avendo abbandonato il partito, sentono di appartenere alla nostra famiglia politica, molti giovani riconoscono i valori e gli obiettivi del Socialismo. A queste donne e uomini possiamo rivolgerci per rilanciare ciò che noi, attraverso il nostro nome, rappresentiamo. Non a chi è fuggito dal partito, ma a chi, fuori del partito, ha continuato a credere nel Socialismo. Non ai giovani, vittime dei tempi, conformisti dell’anticonformismo, ma ai giovani che avranno lo spregiudicato coraggio di affiancare, ascoltare ed applicare gli insegnamenti di chi da tempo si batte per le nostre idee.

È necessario dunque, per tornare a far crescere e agire efficacemente il movimento socialista in Italia, promuovere l’aggregazione di chi ancora oggi ha il coraggio di chiamarsi o sentirsi socialista, di agire da socialista.. Ci chiamiamo “compagne” e “compagni” poiché condividiamo la fatica e le difficoltà. Continuiamo con convinzione a ribadire e diffondere idee e obiettivi del Socialismo in Italia.

Per frenare la decadenza sociale e culturale del Paese c’è bisogno di riformismo, ma il riformismo non è sinonimo di moderatismo. È necessario perseguire con determinazione e senza sbavature la strada delle riforme. Riforme ispirate dai valori che chiunque si chiami socialista incarna, valori immutabili che il termine rappresenta: giustizia sociale, solidarietà, libertà, democrazia.

Un partito è per sua natura “di parte”. Il Socialismo sta dalla parte dei lavoratori dei ceti meno abbienti, degli studenti, dei precari, dei disoccupati, di coloro che una parte della società vorrebbe escludere o quanto meno, nascondere alla vista. Il Socialismo è a sinistra se la sinistra rappresenta il cambiamento, il progresso, l’eguaglianza dei diritti e dei doveri. Valori che non possono essere ristretti ai confini di uno Stato, il Socialismo implica l’internazionalismo.

Dal 1989 una parte importante della politica ha cercato di orientare l’opinione pubblica, propagandando la fine delle ideologie. Una fola utile ad educare un popolo senza ideali e dei partiti interessati solo a rappresentare chi può garantir loro il potere, un’illusione di potere. Quella parte della politica voleva allontanare i cittadini dall’esercizio della democrazia, limitare la partecipazione democratica.

Un’operazione che ha avuto successo. Un successo che probabilmente è andato ben oltre le ambizioni di oggi governa il Paese. Così oggi vota meno della metà dei cittadini e, con buona pace della morte delle ideologie, oggi i partiti governano rappresentando ideali e valori ben precisi ma che non appartengono loro. Oggi i partiti rappresentati nei sondaggi puntano alla realizzazione di obiettivi graditi a quella parte della società che li rappresenta e li sostiene. Noi socialisti dobbiamo puntare a cambiare questo nuovo “status quo”, dobbiamo riconnetterci con quella parte della società che per nostra natura rappresentiamo e che oggi è di fatto esclusa dalle scelte politiche. Può sembrare paradossale, ma di nuovo oggi, a più di centotrent’anni dalla nascita del PSI, i nemici da combattere sono gli stessi: povertà culturale, lavoro senza dignità, sfruttamento e precarietà, parità di genere, assistenza sanitaria limitata alle famiglie abbienti…

Matteotti, Buozzi, Pertini, Lombardi, Kuliscioff, Merlin, Craxi, Saragat, Nenni e molti altri hanno rappresentato il Socialismo in Italia, ispirati dagli stessi valori, li hanno rappresentati ognuno nel proprio tempo. Valori che devono portare chi si sente socialista e ha la forza e il coraggio di chiamarsi socialista, ad impegnarsi per definire e realizzare la società del futuro.

Perché il futuro sarà socialista o non sarà.

 

Luca Fantò