Il Fondo

La liberazione di Sala è motivo di orgoglio per il Paese

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Un plauso va alle forze di governo che, con discrezione e rapidità, sono riuscite a risolvere il caso Sala, e un riconoscimento altrettanto meritato alle forze di opposizione, che con tempestività e senza esitazioni hanno riconosciuto l’operato dell’esecutivo, facendo dimostrazione di eleganza e signorilità. Se l’Italia venisse amministrata con questi toni, ne guadagneremmo tutti. Si tratta di una questione di stile, e l’esempio istituzionale fornito dalla Presidente Meloni e dalla Leader Slain meriterebbe di essere seguito anche dai loro rispettivi alleati, che spesso sembrano più intenti a polemizzare per il gusto di farlo. Mi riferisco a Salvini, che non perde occasione per attribuirsi iniziative che sono già state compiute, o a Conte, che ogni volta che critica sembra voler rimarcare la sua esperienza da ex Premier, come se fosse l’unico a “saperne”. In realtà, la sua esperienza politica è ancora in fase embrionale…peraltro, ispirata da Luigi Di Maio. Questi esempi sono emblematici, in quanto entrambi, insieme, hanno dato vita all’esecutivo giallo-verde, uno dei peggiori governi degli ultimi decenni. Un governo che da un lato voleva lasciare i migranti in mare e, dall’altro, pretendeva di combattere la povertà con il reddito di cittadinanza e rilanciare l’economia dei ricchi attraverso il bonus 110%, un provvedimento che ha contribuito a mettere il Paese in seria difficoltà più di quanto già non lo fosse! Credo che, nel prossimo futuro, i partiti dovranno fare attenzione ai propri alleati per offrire ai cittadini una prospettiva concreta e costruttiva, ben lontana dalla mera propaganda. Tornando alla liberazione di Cecilia Sala, credo che la retorica creata ad hoc sui social ci insegni l’importanza del silenzio. Non è un caso che la meditazione sia praticata indistintamente da tutte le religioni. Quando l’Italia è unita in politica estera, i risultati si vedono. È stato così per la liberazione della cittadina italiana Cecilia Sala, che era stata imprigionata ingiustamente in Iran, un Paese che si definisce monoteista, ma che ha carceri eufemisticamente chiamate tali. Lasciatemi dire che, per quanto si sforzino di rispettare usi e costumi, questi individui si sono distinti per lanciare anatemi e trattare le donne come oggetti. In breve, sono dei vigliacchi. Lo dimostra la loro lunga storia: dai tempi di Serse, ultimo dei loro condottieri, sono rimasti fermi, incapaci di evolversi, mentre nel frattempo si sono dedicati allo studio della bomba nucleare e non sono mai riusciti a lasciare le scuole atomiche primarie. Una sola cosa sanno fare bene: maltrattare le donne. Ecco perché la liberazione di Cecilia Sala non solo rappresenta un trionfo per il nostro Paese, ma anche un monito contro ogni forma di abuso e discriminazione.