No, non è uno scioglilingua, né tanto meno una provocazione. Eravamo tutti più giovani quando i giganteschi cartelloni pubblicitari di Benetton mostravano un gruppo di bambini abbigliati in colori vivaci. Naturalmente, c’erano le magliette divertenti del brand, astro nascente della moda dell’epoca, ma soprattutto, a colpire, era quel gruppo di ragazzini sorridenti, ognuno con la propria pelle di colore diverso, in perfetta armonia cromatica con le magliette. Ricordo di essermi fermato qualche minuto sotto uno di quei grandi poster per riflettere sull’efficacia del messaggio, non solo promozionale, ma soprattutto sociale. Fu un trionfo di consensi, tanto che l’azienda ottenne un successo inaspettato. Ma cosa c’era di così nuovo in quella campagna? Forse ciò che da sempre esiste nel mondo: tanti Continenti, tante Nazioni, una varietà infinita di sfumature di pelle che rendono questa Terra una meraviglia. Dal tono africano all’incarnato nordico, dal giallo asiatico a tutte le gradazioni intermedie. Toscani aveva saputo trasformare la normalità in un capolavoro, ed è stata questa la sua genialità. Testimonial di mille imprese, Toscani è rimasto legato a quell’immagine che lo ha reso famoso, tanto da diventare il volto di un’epoca e il simbolo di un cambiamento. Ascoltandolo in mille interviste, su temi diversi, non potevi fare a meno di immaginare lo sfondo di quel cartellone che sorprese il mondo – e, soprattutto, i consumatori, che si riversarono nei negozi di tutto il pianeta per accaparrarsi un pezzo di “normalità”. Era un momento storico segnato dal crollo del muro di Berlino e dall’avvento di Internet, un periodo in cui il mondo sembrava davvero pronto a voltare pagina. Toscani, fedele alle sue convinzioni professionali e personali, si trovò al centro di una rivoluzione, senza mai smettere di essere, in fondo, un “icona”. Non si diventa “icona” per caso. E non si può restare un mito senza esserlo davvero dentro. Ma la storia, come sempre accade, ti avvolge nelle sue attenzioni fittizie, ti spalma in mille argomenti che non ti appartengono, fino a farti svanire nell’oblio. Ed è in quel momento che cerchi di ritrovare te stesso, esplorando nuovi temi e ripercorrendo il passato. Così, con il tempo, si finisce per tornare a parlare dei momenti che hanno segnato l’inizio di tutto.
Ognuno rimane legato alla propria genialità, e Oliviero Toscani non ha fatto eccezione. È rimasto, infatti, incollato a quel manifesto che lo rese celebre in ogni dove. E così ci siamo chiesti: sono le immagini di Toscani più famose di Toscani stesso?