Dal 7 ottobre 2023, Netanyahu e Hamas si sono scontrati in una guerra alimentata dalle armi e dalle politiche di Biden, cancellando la vita di decine di migliaia di bambini. Per decenza, evitiamo di menzionare cifre precise: ciò che è accaduto a Gaza, sotto gli occhi accecati dell’Occidente, è semplicemente vergognoso. Non meno vergognoso è stato il comportamento delle Nazioni Unite, da sempre sotto il controllo degli Stati Uniti. Parlare del diritto di veto di alcuni Paesi è ridicolo: contano quanto il due di picche. A partita quasi conclusa, Trump è intervenuto, mosso dallo stesso spirito competitivo di Biden, Netanyahu e Hamas, per segnare il gol della “vittoria” e porre fine al “genocidio”. Un’operazione che è arrivata dopo ben 16 mesi dal devastante attacco alle forze israeliane da parte delle Brigate Ezzedin. La vera irritazione, però, è vedere il presidente degli Stati Uniti intervenire nel finale del suo mandato, cercando di prendersi il merito di aver portato la pace. Una foto sbiadita che rimanda ai tanti tentativi dei suoi predecessori: da Perez a Arafat, tutti a vestire i panni dei buoni padri di famiglia che, dopo aver redarguito gli “adolescenti scalmanati”, li mettevano in castigo. Ma tutti, anche Trump che era già in campagna elettorale, hanno assistito inerti a Israele che riduceva Gaza in macerie, con le devastanti conseguenze che conosciamo. Ora, tra cadaveri che hanno contribuito a far lievitare il numero delle vittime, si sente nell’aria il profumo dell’incenso della “pace”. Una pace che, a dirla tutta, ha un retrogusto di vergogna. Nessuno ha mostrato un minimo di pietà per le vittime, nessuno si è offerto di pagare le spese dei funerali o di contribuire alla ricostruzione delle città distrutte. Eppure, facendo il conto della polvere da sparo utilizzata, è chiaro che i Paesi produttori di armi abbiano guadagnato enormemente da questa guerra, con i loro alleati governativi come acquirenti più fedeli. Il siparietto che si è consumato nelle ultime ore grida vendetta. Gaza, già rasa al suolo cento volte, potrebbe essere distrutta ancora una volta, come ha minacciato Trump, forse senza sapere che questa stessa operazione era già stata ripetuta in più occasioni nel 2024. Forse voleva semplicemente livellarla per coprire le centinaia di migliaia di crateri lasciati dai bombardamenti israeliani nei mesi di stragi. In ogni caso, tutti loro sembrano cantare lo stesso ritornello: “chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato… scardiniamo il passato e avanti così”.
Ed eccoci qua, mentre i cinquanta mila bambini uccisi restano senza nome, senza giustizia, eppure Biden, Trump, Netanyahu e Hamas sembrano voler gareggiare per aggiudicarsi l’incenso della pace. E poi, per quanto durerà questa pace?