Il Fondo

Trump e migranti: in California torna lo spirito di Zorro

Di Thomas Armstrong - http://www.learner.org/amerpass/slideshow/archive_search.php?number=1190&fullsize=1, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1235445

Ascoltando il primo discorso di Donald Trump da presidente, quello subito dopo il giuramento, e considerando i primi provvedimenti presi il giorno successivo, è evidente che la guerra contro gli “ultimi” non solo è iniziata, ma non sono chiare le conseguenze di queste azioni. Mi riferisco, ad esempio, ai decreti contro i migranti senza permesso, allo ius soli – un principio che ha rappresentato un baluardo di libertà per un paese che ha dato speranza a milioni di persone, accogliendole come figli se nate sul suolo americano. Niente di più nobile e intelligente da parte di uno Stato che vuole essere non solo grande, ma anche generoso. Non è forse per questo che il soldato statunitense è così legato alla bandiera? E ora, cosa accadrà? Come reagiranno i milioni di migranti irregolari che vivono, lavorano e pagano le tasse negli Stati Uniti? Si lasceranno espellere, tornando alla fame e ai pericoli che hanno lasciato nei Paesi del Sud America, dove sono a rischio dei cartelli della droga e della disperazione, o reagiranno? Se lo faranno, come si comporteranno? In California, tornerà Zorro? Trump, che lavora a questo progetto da mesi, avrà senz’altro pianificato ogni dettaglio, ma l’imprevedibilità di chi è disperato è difficile da prevedere. Non vorrei che i soldati americani, abituati a combattere in guerriglie nella giungla più che in campo aperto (al di fuori della Seconda Guerra Mondiale), si trovino a fronteggiare una situazione di lotta urbana, piuttosto che nella foresta. Solo per fare un esempio, non mi pare che il Vietnam, l’Afghanistan o la guerra in Iraq siano stati conflitti in campo aperto. L’unica “massa” che ha pagato sono stati gli iracheni. Tornando al punto, cosa faranno le forze di polizia? Una battaglia casa per casa per cacciare i migranti, come se stessero cercando i coltivatori di droga nelle fitte foreste colombiane? Senza contare che la parità di genere è stata una conquista fondamentale promossa dall’America. Ricordiamo San Francisco negli anni Settanta. Mi chiedo tutto ciò perché spero che la politica di Trump sia una strategia per scoraggiare altri ingressi illegali, e in tal caso le sue parole potrebbero essere anche comprensibili. D’altronde, la violenza accompagna la disperazione, e un capo di stato ha il dovere di difendere i suoi cittadini. Voglio credere che sia così, altrimenti vedrei un mondo che diventa sempre più accondiscendente verso la ricchezza e violento verso la povertà: un mondo che abbandona i più deboli, le minoranze che nessuno più difende.

Sarà la Chiesa americana a mediare questa situazione, o alzerà anch’essa le mani in segno di resa? Mi sembra di no, almeno ascoltando la vescova di Washington, che durante l’omelia, alla presenza di Trump e della First Lady, gli ha chiesto di avere pietà dei poveri e dei diversi. Il presidente, pur sembrando indignato, ha dato l’impressione di riflettere più su come non perdere la faccia. Le guerre contro milioni di minoranze che vivono nelle città sono sempre un’incognita da non sottovalutare. In California, addirittura, potrebbe tornare lo spirito di Zorro!