Certo, non si può fare a meno di esclamare “Mizzica!” di fronte all’ennesima idea di Elon Musk. Seguendo il motto del presidente americano Trump “Make America Great Again”, con l’acronimo Mega, lancia ora il progetto “Make Europa Great Again”. Vi prego di non perdervi, perché anch’io sono un po’ confuso, e insieme cerchiamo di ricostruire il ragionamento di Musk. Lo stupore nasce dal fatto che, secondo l’imprenditore sudafricano con cittadinanza canadese e naturalizzato statunitense, il quale vanta un patrimonio di 464 miliardi di dollari (secondo Forbes, stimato alla fine dello scorso anno), sarebbe giunto il momento di trasformare l’Europa in un’unica nazione, con i Paesi che la compongono chiamati a rinunciare alle rispettive sovranità. Sebbene non lo affermi esplicitamente, lo lascia intendere. Dice invece, in modo più o meno chiaro, che dopo millenni di divisioni, lingue diverse, usi e costumi differenti, per competere e avere peso nel mondo, l’Unione europea dovrebbe aderire alla sua nuova associazione Mega.
Mizzica, scusate, ma non si può che esprimere incredulità di fronte a questa proposta. Certo, se fosse stata lanciata da un personaggio come Gasperino er carbonaro, nella Roma ottocentesca del Marchese del Grillo, la considereremmo frutto di un eccesso di vino. Ma trattandosi di Elon Musk, il genio che ha contribuito all’elezione del quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti, bisogna prenderla sul serio. Ma cosa sta pensando davvero Musk? Parafrasando il pensiero di TuttoFrassica nella trasmissione “Indietro tutta”: “Che sta pensando Quiz?” I detrattori di Musk sono convinti che sia l’ennesima provocazione del miliardario sudafricano nella politica del Vecchio Continente. “Gente d’Europa, unitevi al movimento Mega!”, ha scritto in un post sulla sua piattaforma, ma forse non avrebbe dovuto farlo, soprattutto perché la stessa frase era stata usata lo scorso anno da Viktor Orbán. Inoltre, sono mesi che il patron di Starlink cerca di destabilizzare la politica europea: dal sostegno al partito estremista Afd in Germania, alle accuse al premier britannico Keir Starmer, fino alla proposta di ribattezzare la Manica “Canale George Washington”, ispirandosi all’idea trumpiana di chiamare il Golfo del Messico “d’America”. Le incursioni di Musk in Europa hanno innervosito molti leader. Nel frattempo, in America, Elon, “il più caro amico” di Trump, continua ad ampliare la sua sfera di influenza all’interno dell’amministrazione. Addirittura, secondo il New York Times, il segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent, avrebbe concesso a Musk e ad altri membri del Dipartimento per l’efficienza governativa pieno accesso al sistema di pagamento federale. Se fosse confermato, Musk avrebbe a disposizione un potente strumento per monitorare e potenzialmente limitare la spesa pubblica, bypassando il Congresso.
Tornando al post di Musk per il lancio di Mega, pare che abbia ottenuto 60 milioni di visualizzazioni in un batter d’occhio, con adesioni entusiaste da parte dei sovranisti europei. Mizzica Mega!