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Ucraina: l’America passa all’incasso, ma non accetta “grivnie”

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Come prevedibile gli Stati Uniti chiedono a Zelensky di onorare i debiti, minacciando di interrompere gli aiuti militari e strategici che hanno consentito all’Ucraina di resistere tanto a lungo contro la Russia, e che hanno inoltre contribuito a fare di Zelensky una figura di rilevanza internazionale. Ora, sarà in grado di mantenere la parola data e mostrare riconoscenza verso gli Stati Uniti? Forse, saldando il debito, potrebbe persino ottenere un ruolo che fino a ieri era solamente sognato. Nonostante il suo mandato stia per scadere e il voto sia impossibile a causa del coprifuoco, Zelensky sembra disposto a compiacere sia Donald Trump che Vladimir Putin, il quale, va ricordato, è una figura centrale nel BRICS. Quell’alleanza di economie emergenti, come Russia, India, Cina, Sudafrica, Egitto, Emirati Arabi, Etiopia, Iran e Indonesia, che rappresentano quella metà del mondo di cui l’Occidente, per questioni energetiche e produttive, ormai non può fare a meno. Se l’ex comico ucraino non vuole finire politicamente come Beppe Grillo, dovrà scegliere rapidamente da che parte stare. Come abbiamo già scritto, se si farà sedurre dai gattopardi dell’Europa, rischia di restare in una sorta di limbo per l’eternità. A loro le novità non piacciono! Se, invece, vuole sfruttare appieno la sua popolarità, l’America è ancora il Paese dove ci sono grandi opportunità. Certo, purché si dimostri all’altezza. Naturalmente, dovrà saldare i debiti finché la sua firma avrà valore, perché non è detto che venga rieletto. Ma cosa vogliono gli Stati Uniti, considerando che la grivnia ucraina non ha molta influenza? Anzi, diciamolo senza ipocrisie: non ce l’ha per nulla! La risposta è semplice: le “terre rare” sono la moneta ideale per saldare quanto dovuto. L’Ucraina possiede infatti minerali strategici come lo scandio, l’ittrio e i lantanoidi, utilizzati in tecnologie moderne come superconduttori, magneti, catalizzatori, veicoli ibridi, laser e fibre ottiche. Questi elementi sono rari, ma abbondano non solo in Cina e Russia, ma soprattutto in Ucraina. I debiti devono essere pagati, e l’America non fa beneficenza. Gli Stati Uniti hanno fornito armi e servizi aiutando l’Ucraina a fronteggiare la Russia con la precisa promessa di riscuotere il proprio credito, che Zelensky non può pensare di ripagare con le “grivnie”. Solo chi è in malafede o ingenuo poteva credere che i contributi in armamenti fossero gratuiti, motivati esclusivamente dalla fantasiosa difesa dei confini europei. Ma da chi dovremmo difenderli, se non da noi stessi, come è già drammaticamente accaduto con il Nazifascismo?

I debiti valgono anche per i Paesi della NATO, che vorranno parte del bottino perché, come gli americani, non accetteranno di essere ripagati con la moneta ucraina. Insomma, tutti si lanceranno famelici ad esigere una quota di terre rare, che l’Europa, come al solito, sperava di ottenere con qualche specchietto e alcune perline colorate. Intanto, gli Stati Uniti sono passati all’incasso…il resto verrà dopo.