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Per Zelensky, la pace è l’unica vittoria possibile

Di President Of Ukraine from Україна - Speech by President of Ukraine Volodymyr Zelenskyy in the Verkhovna Rada., CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=117671388

Il riferimento riguarda i Paesi dell’Unione Europea membri della NATO, che hanno a lungo alimentato l’illusione in Zelensky, facendogli credere nella possibilità di una vittoria finale ottenibile solo con il supporto delle armi e dei finanziamenti americani. Ora, con la rude chiarezza di Trump, che non solo chiede di essere rimborsato per le spese pregresse, ma ha anche avviato un dialogo con Putin, escludendo, almeno per ora, l’Europa, l’Ucraina si trova di fronte ad un futuro incerto. Il buio sembra incombere se si continua a seguire le indicazioni europee, mentre la speranza rimane viva se Zelensky si farà guidare dal buon senso, optando per una tregua dignitosa con la Russia come unica vittoria possibile, con gli Stati Uniti a fare da garanti. Sono ormai tre anni che tutti auspichiamo la pace, ma nessuno ha mai fatto nulla per includere la parte russa nelle trattative. Eppure, i Paesi europei dovrebbero essere esperti in queste dinamiche, avendo per secoli fatto la guerra tra loro, e sanno bene che per giungere alla pace bisogna mettere attorno al tavolo tanto l’aggredito quanto l’aggressore. Forse, dopo secoli, l’Europa ha davvero ripreso l’idea di conquistare la Russia, utilizzando l’Ucraina come strumento? Assolutamente no! Tuttavia, mi chiedo: perché non gioire se Donald Trump, con il suo intervento, dovesse riuscire a pacificare l’area? E come si può sperare di farlo senza mettere uno di fronte all’altro i Paesi in conflitto? È possibile fare la pace per procura? Lo chiedo perché, per la Corte Penale Internazionale, Putin è un criminale pronto ad essere arrestato e, almeno a mia conoscenza, non esiste una procedura che permetta di siglare la pace per procura, come avviene nei matrimoni. E ancora, per paradosso, come si può pensare di vincere l’orso russo, con il suo esercito più grande del mondo, l’arsenale nucleare più potente e un Paese così vasto da coprire ben undici fusi orari? È vero che la Francia e Macron, prima dell’invasione, avevano cercato di dialogare con Putin, per restare un passo avanti rispetto agli altri, come avevano fatto con la Libia di Gheddafi e le tragiche conseguenze che oggi stiamo ancora pagando. Macron ha seguito l’esempio del suo predecessore Sarkozy, mentre la Presidente dell’Unione Europea avrebbe dovuto coinvolgere immediatamente Biden e recarsi a Mosca, nel tentativo di fermare l’invasione dell’Ucraina. Ma forse, già allora, l’Europa sperava che il conflitto avrebbe portato a vantaggi economici, contando sul fatto che gli americani si sarebbero fatti carico delle armi e delle spese. E ora, ipocritamente, ci lamentiamo di non essere stati invitati alla possibile trattativa di pace? Insomma, come al solito, manca chiarezza e continuiamo a confondere le acque, cercando di convincere Zelensky che il suo futuro dipenda dalla sua determinazione a vincere la guerra. Personalmente, credo che il presidente ucraino ormai abbia ben chiaro il futuro suo e del suo Paese, senza i consigli degli europei che lo vorrebbero in tuta mimetica per sempre. È facile parlare quando non è la propria vita ad essere in gioco! Dopo tre anni di conflitto, milioni di morti e sofferenze atroci, speriamo che questo sia l’inizio di una nuova fase e che la pace possa finalmente affacciarsi all’orizzonte. Una certezza però rimane: senza l’America, la Russia e l’Ucraina, questo obiettivo non sarà mai raggiunto. Se l’Europa vorrà partecipare alla foto di gruppo, sarà la benvenuta, ma per favore, smetta di illudere gli ucraini facendogli credere che la vittoria finale sia a portata di mano. Se la guerra continua, dietro l’angolo ci saranno solo “sangue, fatica, lacrime e sudore”, per parafrasare Winston Churchill. La pace, per Zelensky, è l’unica vittoria possibile.