Colpo di teatro nella surreale situazione che si è venuta a creare da quando il presidente americano, appena eletto, ha chiamato il Premier russo, concordando una roadmap con lo scopo di arrivare ad un cessate il fuoco e, successivamente, alla pace nel conflitto russo-ucraino. Ricordiamolo, almeno momentaneamente, escludendo il presidente Volodymyr; peraltro maltrattato duramente a parole dal tycoon, che lo ha accusato di responsabilità incredibili. Responsabilità già ampiamente riprese nei giorni scorsi, che personalmente non condivido nei modi, nel metodo e nella sostanza, tutta da provare. Nonostante ciò, Zelensky ha dato prova di compostezza evitando polemiche fuori luogo che avrebbero ulteriormente indebolito il suo Paese. La risposta è arrivata domenica pomeriggio, dando dimostrazione di abilità e sostanza su proposte essenziali, come la disponibilità a rinunciare al suo mandato, cioè dimettersi dal suo ruolo, a condizione che nel trattato di pace all’Ucraina venga concesso il privilegio di entrare a far parte della NATO, per evitare al suo popolo future invasioni. Contestualmente, è disposto a firmare un accordo per l’estrazione delle terre rare con gli americani, tanto ambite da Trump. Mi pare un’apertura importante di forma e di patriottismo non da poco, e a questo punto nessuno dovrebbe intervenire in attesa dell’evolversi di questa proposta che, a mio avviso, dovrebbe riguardare esclusivamente le parti in causa. Questa sarà l’occasione per capire quali sono gli interessi in campo: quanta buona fede c’era nell’Europa nel sostenere l’Ucraina, quanta verità nelle parole di “the Donald” e quanto Putin sia disposto davvero ad arrivare alla pace senza pretestuosità. Con le sue parole, Zelensky praticamente si è reso disponibile ad esiliarsi a Sant’Elena, tornando protagonista della trattativa di pace con la Russia, rubando la scena a Trump. Speriamo che non sia una gara a chi la spara più grossa, tanto per dare fiato alle parole, mentre ogni giorno continuano a morire i soldati, poco più che adolescenti, e molti civili, allungando il macabro conto dei morti in una guerra provocata da un’invasione russa immotivata ad una nazione confinante, infliggendole tre anni di martirio alla ignara popolazione civile. Riconosciuto questo, sarà possibile seriamente prendere in considerazione ogni proposta di pace, scendendo tutti dal palcoscenico dei teatranti e della guerra, che hanno distolto l’attenzione dai problemi dei cittadini della Comunità Europea, a partire dai costi energetici. Noi comuni mortali, pieni di problemi per arrivare a fine mese, siamo stanchi. Siamo stanchi della guerra, di Putin, di Trump e di Zelensky. Che il Parlamento dell’Unione, dunque, risolva i problemi economici dell’Europa provocati dalla mancanza di gas russo, altro che investire in armamenti…investiamo, piuttosto, in una sanità unica europea, e lasciamo che Trump e Zelensky si rubino la scena.
Zelensky sulla pace ruba la scena a Trump