Senza fanatismi o ideologismi e senza ipocrisia, perché noi dell’Unione Europea a 27 dovremmo spendere 700 MLD e armarci fino ai denti? Per difenderci dall’invasore russo? Mi sembra che, negli ultimi due secoli, siamo stati noi a tentare di conquistare la Russia, peraltro respinti con disonore: prima con Napoleone e poi con Hitler. Il caso ucraino è un’altra cosa, e fuor di ipocrisia ne conosciamo perfettamente i motivi, tutti interni a un mondo e ad una storia che riguardano esclusivamente quei due Paesi: oggi nemici, ieri fratelli uniti nella vita e nella morte. Forse il pericolo potrebbe insorgere ad Oriente, dove la Turchia è già stata protagonista di velleità belliche nei nostri confronti fino ai primi del Novecento. Ma, accidenti, 700 MLD mi sembrano esagerati nel caso in cui Erdogan volesse riprovarci. Allora, vediamo, la butto lì: dai Paesi del Maghreb? Suvvia, siamo seri. La ragione è che vogliamo spendere questa montagna di soldi per far diventare più ricchi i ricchi; al solito, a spese di un ceto medio già impoverito, per mantenere le tradizioni di quei regnanti parassiti che hanno sempre vissuto gli splendori di corte a spese dei cortigiani, minacciati dai soldati del re. È un vizietto tutto europeo quello di aver sempre vissuto a spese dei più deboli. Vi dice qualcosa la parola colonialismo? Ora, con Trump, abbiamo trovato chi si è stancato di difenderci da noi stessi. Perché, non dimentichiamolo, le guerre ce le siamo sempre fatte fra noi europei, e la miccia delle ultime due, al solito, si è accesa a casa nostra e sempre per ragioni di interesse, con il vizietto di rubarci i soldi l’un l’altro. Certo, potrei avere torto, essere stato severo. Spero sia così. Allora diamo dimostrazione che nell’Unione viga davvero quella democrazia, vanto e orgoglio dell’Europa di cui ci dissetiamo. Vogliamo spendere 700 MLD per armarci fino ai denti? Si faccia un referendum. Diamo prova al mondo che siamo davvero la culla di libertà e di quella democrazia, senza, mi si passi l’espressione, dare l’idea di “predicare bene e razzolare male”. Sarebbe un passo avanti nella chiarezza di una possibile difesa comune che, per favore, non venga pasticciata come la moneta unica, che solo 18 Paesi su 27 applicano. In questo caso, davvero, sarebbe importante l’approvazione e la partecipazione, in egual misura, di tutti. Qui la NATO non c’entra nulla, quindi non vedo per quale motivo, prima di prendere una decisione condivisa, dovremmo parlare con il Regno Unito, che ha pensato bene di abbracciare la Brexit. Questo già prelude a quella poca chiarezza che ci fa essere diffidenti dalle decisioni prese nel Palazzo di vetro. Seguiamo il metodo Covid, ma stavolta, visto che nessuno ci vuole invadere domani mattina, con un referendum. Tutto ciò perché penso che i 700 MLD per armarci alimentino l’appetito dei guerrafondai e che, in un attimo, possano arrivare a 1.000 e anche di più.
Europa: 700 MLD per armarci? Facciamo un referendum