Il Fondo

Zelensky e Trump…cose turche!

By The White House - https://www.youtube.com/watch?v=cmgHM7oxVIw (46m44s), Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=160874389

In mezzo a questo coro di indignazione collettiva, a cui mi associo, vorrei fare alcune osservazioni. Stiamo attribuendo i mali del mondo a Trump, che governa da appena un mese, solo perché ha un linguaggio estremamente crudo. Il Tycoon sta solo chiedendo, naturalmente a modo suo, al presidente Zelensky che gli vengano rimborsati i costi degli aiuti forniti per respingere il prepotente invasore russo, aiuti senza i quali l’Ucraina non si sarebbe potuta difendere adeguatamente da Putin. Ma non sono chiare le ragioni che, in queste prime “ore” di mandato, spingono il presidente americano ad esasperare un comportamento oggettivamente lontano da quella diplomazia novecentesca, la quale, per quanto ipocrita, ha sempre ottenuto eccellenti risultati, addirittura nei confronti dei “barbari”. Provo a ragionare tra me e me, sconcertato da quegli atteggiamenti irrispettosi che erano già manifesti nella pubblicazione dello spot di “Gaza Beach”. Il confronto di ieri nello Studio Ovale della Casa Bianca è stato un’esibizione da avanspettacolo di pessimo gusto. Non riesco a darmi pace cercando di trovare le ragioni di un perché. Eppure Donald Trump aveva già ricoperto il ruolo di presidente del primo Paese al mondo, e Zelensky un capo di Stato affermato. Come è potuta succedere una cosa simile? I due non sono attori alla prima esibizione. Forse che il Tycoon trova insopportabile l’abbigliamento del presidente ucraino che sfoggia dall’inizio della guerra? Mah, vallo a capire. Per contro, Zelensky era abituato a battere cassa e presentarsi a Washington quasi senza appuntamento, usando Biden come un bancomat – di soldi e missili – per difendere, a suo dire, la libertà dell’intera Unione Europea: tornando a casa sempre con le richieste esaudite. Ma a che titolo venivano concessi? Immagino che lo stesso Zelensky e il mondo intero se lo siano chiesti! Ora, la sceneggiata di ieri, peraltro ampiamente prevista, forse ha scioccato la diplomazia per la sua asprezza, non certo per la sostanza…cose turche! Tornando a Trump, siamo sicuri di sapere tutto ciò che è accaduto dietro le quinte della politica americana di Joe Biden? Insomma, o negli Stati Uniti hanno eletto uno “sfascia carrozze” che distrugge auto in buono stato, oppure queste auto erano da rottamare e fa bene Donald a toglierle dalla contabilità attiva del bilancio. L’America, come altre nazioni, avrà molti difetti e comportamenti poco trasparenti, ma perché dovrebbe essere obbligata ad aiutare l’Ucraina? Voci lontane nel tempo ricordano pettegolezzi che raccontavano di affari poco trasparenti da parte di autorevoli cittadini americani, ma poi improvvisamente non se ne è più accennato. Forse che questi trascorsi hanno corroso la pazienza di Trump? Questo, certo, non giustifica la sua arroganza, ma se anche il vicepresidente Vance è stato scortese nei confronti di Zelensky, magari, avevano ragione nella sostanza, ma sbagliando clamorosamente nella forma. Insomma, o gli americani si sono affidati ad una compagnia di matti, oppure questi matti hanno ragione. L’unica certezza è che ieri è stato un unicum da condannare, perché due capi di Stato come Zelensky e Trump non possono permettersi di dare esempi diplomatici tanto riprovevoli. Certamente più simpatici, anche se inquietanti, Miley e Musk con la motosega…non oso pensare se ieri fossero stati nello Studio Ovale.