Il Fondo

Le frottole sul risarcimento ai migranti della Diciotti

Se l’unico migrante della nave Diciotti della Marina Militare, che nel 2018, insieme ad un altro centinaio di compagni di sventura, venne trattenuto a bordo dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, dopo la sentenza della Cassazione riaprirà il processo e dovesse vincerlo, dallo Stato italiano riceverà 1.600 € (mille seicentoeuro). Nessun altro potrà usufruire dell’ordinanza, perché dopo 5 anni il reato cade in prescrizione e quindi, essendo passati 8 anni, sarà impossibile avvalersi della sentenza e richiedere alcunché. Ricordiamo che i migranti all’epoca provenivano dall’Eritrea, un Paese in guerra, e avevano diritto all’asilo per i suoi cittadini. Tuttavia, essendo stato vietato lo sbarco dei 190 disperati a Malta, arrivarono in Italia, dove Salvini, avvalendosi del trattato appena firmato da Conte con gli altri Stati europei, che prevedeva la loro ripartizione, trattenne a bordo i migranti rimanenti per 10 giorni, una volta sbarcati i malati, le donne e i bambini. Dunque, 160 € al giorno è la cifra del rimborso riconosciuta dalla Corte per dieci giorni. Per un solo richiedente, fanno 1.600 € totali. Ed è anche di questo che abbiamo parlato negli ultimi giorni con grande enfasi, gridando allo scandalo e accusando la magistratura di ogni complotto possibile contro il Governo. Cioè, di un’ordinanza (non è nemmeno una sentenza) che chiede allo Stato italiano di rimborsare ben 1.600 € all’unico richiedente della disavventura che interessò per giorni l’opinione pubblica agli albori del governo giallo-verde. Oggi qualcuno griderà: “Ma è una questione di principio!” È vero, però solo per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica da guai ben più seri, come la decisione della Presidente Von der Leyen di procedere, senza passare per il Parlamento Europeo, e inseguire il miraggio dello stanziamento di 800 miliardi per l’acquisto di armi indispensabili a difendersi da un nemico immaginario, visto che la Russia non ha mai pensato di invadere gli Stati dell’Unione Europea, semmai il contrario. E per eventuali avventurose aggressioni provenienti dal Maghreb andrebbero bene i cannoni rimasti dalla Seconda Guerra Mondiale. L’ostinazione della Signora Von der Leyen non è comprensibile, se non per tranquillizzare l’amico Zelensky. Ora, a me pare esagerato questo tourbillon di missili e cannoni da acquistare, ma forse perché non solo sono un profano, ma soprattutto un pacifista.

Insomma, per non perdere l’attenzione sul focus di questo tema così caro ai giocolieri della verità, si cerca qualsiasi pretesto per buttarla in caciara e raccontare una versione dei fatti che non è tale, al fine di attaccare magistrati e magistratura…Le balle sui faraonici risarcimenti ai migranti della Diciotti sono nei fatti, e non nelle parole.