Il Fondo

Macron sul riarmo è d’accordo…ma non sborsa un euro

Di unknown - sconosciuto - satiric print of that time, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34608517

Sapete quella storiella che si raccontava a scuola, dove quattro amici si incontravano al bar con il sogno di mettere su una grande impresa e il primo diceva: “Io ci metto il terreno del nonno, perché ha smesso di fare l’orto.” Il secondo proponeva di partecipare con gli attrezzi dell’officina dello zio, il terzo, che riteneva indispensabile il trasporto delle merci, proponeva la Seicento Multipla del padre, in quanto aveva dismesso l’attività di tassista, e il quarto, con la mania della grafica, avrebbe pensato alla pubblicità, perché senza quella oggi non si vende più nulla. Ma i soldi non li metteva nessuno? Ecco, ho l’impressione che la storia degli 800 miliardi per il riarmo dell’Europa, a parte l’arma della deterrenza nei confronti di Vladimir Putin, faccia la stessa fine del sogno di quei ragazzi della storiella che volevano fare gli imprenditori senza una lira. Infatti, Emmanuel Macron ha già fatto capire che lui ci mette la bomba atomica e, al limite, se la BCE li cambia, una parte di vecchi franchi coloniali; Metz, il futuro Cancelliere tedesco, partecipa con il know-how delle bombe volanti V1 e V2 della Seconda Guerra Mondiale. Noi italiani abbiamo promesso che, entro il 2027, poco prima delle prossime elezioni politiche, forse metteremo a disposizione qualche migliaio di soldati con gli scarponi nuovi ed il Regno Unito l’autorevolezza della corona, perché un re in una possibile guerra ci sta sempre bene. E la Banca Centrale Europea? Scusate, quasi dimenticavo, la signora Christine Lagarde sembra che abbia finito la carta e non può stampare banconote, ma per il momento solo monete da un euro. Solo che, per arrivare a 800 miliardi, sembra ci vogliano una ventina d’anni, e i produttori di armi americani e israeliani non accettano pagamenti tanto dilazionati. Insomma, un bel problema che ci riporta alla realtà, dove un conto sono i desideri ed un altro è realizzarli. Intanto, quello maggiormente convinto e con le carte in regola sul riarmo europeo è il presidente francese Emmanuel Macron, che non solo ci mette le armi nucleari senza cacciare un euro, ma se qualcuno gli cambia i franchi coloniali rimasti nei magazzini della Zecca di Francia, è disposto a partecipare anche economicamente.