Ora va bene tutto, per carità, ma farci prendere in giro lo trovo intollerabile. Da che mondo è mondo, le economie crescono se aumenta la produzione dei beni di consumo; questo vuol dire che, se le cose non si consumano, non si può costruire all’infinito la stessa cosa. Mi riferisco al riarmo, del quale non sanno più come convincerci che è una cosa assolutamente necessaria ed anche vantaggiosa per i Paesi che daranno il via a riconvertire, per esempio, le produzioni più variegate per costruire le armi più sofisticate e accrescere il PIL dei rispettivi 27 membri dell’Unione Europea. Questa volta pare che l’ordine di scuderia sia quello di produrre un unico fucile uguale per tutti, un unico carro armato, un unico missile, un unico aereo e così via. Di tutto ciò, come dicevamo, ne potranno usufruire tutte quelle aziende decotte che lavoreranno per lo Stato: un film già rivisto in Italia quando il solito Picone vuole aiutare un amico. Ora, non so come si traduce il nome Picone in inglese, francese o tedesco, però immagino che il mondo sia tutto una “piconata” che pullula di amici degli amici. Ma torniamo alla parola ‘consumo’, che, detta in parole semplici, significa che il panettiere, ogni giorno, dopo aver sfornato il pane e noi averlo mangiato, ravviva la fiamma per cuocere quello del giorno successivo, e così all’infinito. O almeno fino a quando la pagnotta non verrà sostituita dalle succose cavallette, da mangiare vive, per evitare l’inquinamento provocato dal fumo del forno a legna, ancora in fase sperimentale. La stessa cosa vale per le armi: se non le adoperi, anche per una questione di spazio, non puoi produrle all’infinito; ed ecco che, per risolvere il problema, si inventano le guerre dove, finalmente, vengono consumate. Vi immaginate se avessimo prodotto spade e scudi senza venderli mai? Oggi il pianeta sarebbe una discarica di ferraglia vera e propria, mentre, saggiamente, le abbiamo consumate a forza di infilzare il nemico. Bravi, no? La guerra russo-ucraina non fa difetto in tutto questo, perché pare siano stati vuotati i magazzini di armi vecchie e nuove che hanno dato fiato alle aziende belliche. Con questo enorme budget di quasi 1.000 miliardi messo a disposizione, molte fabbriche di fuochi artificiali potranno riconvertire la loro produzione di botti “Maradona” in botti veri, quelli che ammazzano le persone in un qualsiasi teatro di guerra del pianeta. Al solito, ci raccontano sempre la prima parte del copione della pellicola, quella più romantica, lasciando che solo una volta al cinema si possano scoprire le vere intenzioni dell’assassino. E la vittima? Ma non lo avete ancora capito? La vittima siamo noi poveri gonzi che crediamo a tutte le panzane che ci raccontano! Tutto questo panegirico di parole come: difesa, deterrenza, onore, dignità, giustizia, sono buttate lì solo per depredarci di altri 1.000 miliardi, visto il successo del Covid, dove ancora non ci è stato raccontato come si è diffuso e soprattutto dove è nato il focolaio. Sappiamo bene, invece, quanto ci è costato in soldi e vite umane…proprio come una guerra!
Concludendo, riteniamo che il riarmo non sia necessario poiché i Paesi dell’Unione Europea insieme al Regno Unito già spendono circa 600 miliardi di euro contro i 400 della Russia. Qual è la necessità di produrne altri 800 sottraendoli alle spese sociali, a meno che non si preveda di lanciare missili quotidianamente per rispondere al fuoco nemico e produrli ogni mattina come fanno i fornai con il pane?