Il Fondo

Quando Wojtyla disse: vado a trovare i nostri fratelli maggiori

PAPA GIOVANNI PAOLO II KAROL WOJTYLA

A vent’anni dalla scomparsa ricordiamo con un evento storico un uomo che ha saputo attraversare il Novecento con leggerezza, una leggerezza forse ereditata dall’aria pura che lo aveva forgiato durante le sue passeggiate in montagna, alle quali non ha mai rinunciato forse perché gli davano l’idea di andare a trovare Dio. Un uomo che ha cambiato il mondo. Quando, per la prima volta, Papa Giovanni Paolo II andò a visitare il rabbino Elio Toaff alla sinagoga, lo fece con una naturalezza tale da sembrare che andasse a trovare un fratello maggiore che non vedeva da tempo…nonostante abitasse dall’altra parte della strada. Davvero Via Trionfale da San Pietro dista appena una passeggiata, e per uno scalatore come Karol, fu cosa di poco conto. Un incontro che cambiò i rapporti tra il mondo ebraico e quello cristiano, successivamente definito “evento epocale”. Ma con il suo sorriso solare e burbero allo stesso tempo…Papa Wojtyla questo lo sapeva già. Sapeva già che quel giorno di aprile del 1986 varcare la soglia della sinagoga per la prima volta da parte di un Papa significava compiere un gesto storico. Lo sottolineò nel suo discorso tenuto in quell’occasione, richiamandosi alla dichiarazione del Concilio su “Le relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane”, ricordando tutte le persecuzioni e tutte le manifestazioni di antisemitismo dirette contro i giudei. Toccante il ricordo di Papa Giovanni quando, un sabato mattina, passando davanti alla sinagoga, fece fermare la macchina per benedire la folla di ebrei che uscivano dal Tempio. L’eco di quella visita è rimasto indelebile, e fu allora che Papa Wojtyla parlò dei “nostri fratelli prediletti”. Un avvenimento di valore simbolico, che segnava il capovolgimento delle modalità di relazione fra i due mondi ed un evento indiscusso sotto il profilo mediatico, in quanto l’immagine dell’abbraccio tra i due rappresentanti religiosi superò da sola le difficoltà teologiche. Anche le parole ebbero il loro significato, in particolare la definizione di “fratelli maggiori”, che, pur criticata dal punto di vista teologico (perché nella Bibbia i fratelli maggiori sono quelli cattivi e perdenti), ci piace pensare che il “politico” Papa Wojtyla fosse perfettamente consapevole del loro valore.

Chiosa: l’8 febbraio del 1981, Toaff e Karol si incontrarono per la prima volta nella Chiesa di San Carlo ai Catinari, a Roma…fu in quell’occasione che a Giovanni Paolo II venne in mente la visita ai “fratelli maggiori” che fece cinque anni dopo? A vent’anni dalla scomparsa a noi piace pensare di sì.