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A proposito di ReArm, ma i politici vanno a fare la spesa?

Mentre metà degli uomini parlano del Manifesto di Ventotene senza averne letto il contenuto, l’altra metà enfatizza o critica questa o quella frase del testo pronunciata durante un dibattito televisivo, dove il conduttore tentava di contestualizzare il periodo storico in cui è stato scritto. D’improvviso esplodeva la polemica sul ReArm Europa nella maggioranza di governo, usando termini desueti come “sfasciacarrozze”, tanto per marcare la differenza di pensiero sulla difesa che in questi ultimi giorni vede protagonisti i cacciatori di consensi elettorali. Noi cittadini, invece, sempre più angosciati, entriamo nei supermercati con l’ansia di vedere i prezzi crescere di giorno in giorno, come l’erba a primavera. Solo per questo stamattina mi sono chiesto se i politici vadano a fare la spesa. Scoprirebbero forse con sorpresa l’inutilità di perdere tempo a dibattere temi surreali come riarmare i paesi dell’Unione Europea, già armata di suo ben oltre la Russia e comunque perdente in un ipotetico conflitto perché sprovvista della bomba atomica. Stiamo parlando, quindi, di “lana caprina”. Stiamo parlando di argomenti che non impattano sulla vita quotidiana e preoccupano noi mortali che, finito il lavoro, andiamo a fare la spesa. Prendiamo in giro gli americani perché il valore delle uova è cresciuto a dismisura e incide non poco sul bilancio domestico, visto che una famiglia media ne usa quattro scatole da dodici a settimana. Trump è preoccupato al punto che sta chiedendo supporto perfino alla nostra regione Veneto, in quanto se le uova venissero a mancare davvero sul tavolo della colazione mattutina, continuando a crescere di prezzo, sarebbe un disastro per la credibilità del Presidente. E noi italici, come siamo messi con il costo del pane fresco e dei prodotti di prima necessità? Beh, basta entrare al discount per rendersi conto che se Atene piange, Sparta non ride. Abbiamo poco da prendere in giro nelle trasmissioni televisive elencando le cose sbagliate dell’Amministrazione statunitense, compresa la salute finita nelle mani di R. Francis Kennedy Jr, quando noi dalla sanità pubblica più efficiente e invidiata al mondo siamo ridotti ad elemosinare una visita medica piuttosto che un esame diagnostico. Per carità, non voglio apparire polemico, ma andare a fare la spesa è diventato mortificante per la maggior parte degli italiani, costretti a limitare gli acquisti e cercare le marche più economiche, che certo non sono garanzia di grande qualità. Forse ogni tanto parlare dei problemi di tutti i giorni, come: il carrello della spesa, la scuola, la situazione ospedaliera, il problema della terza età, che costringe i figli a fare ricorso alla pensione dei genitori e nonni impedendogli di andare in una confortevole casa di riposo dove possono essere seguiti da personale specializzato, sarebbe più gradito rispetto all’ascoltare i pericoli di potenziali guerre e di necessità di riarmarsi. Perché noi in guerra ci andiamo tutti i giorni, quando entriamo in un supermercato o anche quando andiamo dal medico piuttosto che una casa in affitto. Oltre a Ventotene, ai poveri ucraini e ai palestinesi che sono nel nostro cuore, è possibile ascoltare cosa propone la politica sugli argomenti che angosciano le famiglie italiane? Prima però vadano a fare la spesa e si rendano conto della situazione, evitando di parlare del sesso degli angeli, altrimenti l’assenteismo alle prossime elezioni diventerà ancora più marcato.